“Cinque Secondi” di Paolo Virzì: tra perdita e rinascita

- 24live Cinema

“Cinque Secondi”, l’ultimo film di Paolo Virzì, arriva nelle sale da domani, dopo essere stato presentato alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

SINOSSI

Chi è quel tipo scontroso dall’aria trascurata che vive da solo nelle stalle ristrutturate di Villa Guelfi, una dimora disabitata e in rovina? Passa le giornate a non far nulla, fumando il mezzo-toscano ed evitando il contatto con tutti. E quando si accorge che nella villa si è stabilita abusivamente una comunità di ragazze e ragazzi per curare quella campagna abbandonata, si innervosisce e vorrebbe cacciarli. Sono studenti, neolaureati, e tra loro c’è Matilde, che da bambina lavorava la vigna con il nonno Conte Guelfo Guelfi. Anche loro sono incuriositi da quel misantropo dal passato misterioso: perché sta lì da solo? Mentre avanzano le stagioni, arriva la primavera, poi l’estate e maturano i grappoli, il conflitto con quella comunità di ragazze e ragazzi si trasforma in convivenza. E Adriano si troverà ad accudire nel suo modo brusco la contessina Matilde, che è incinta di uno di quei ragazzi…

A volte sono sufficienti cinque secondi per ribaltare un’intera vita. Lo scopre a proprie spese Adriano Sereni, interpretato da Valerio Mastandrea, la cui esistenza viene travolta da un errore irreparabile. In un solo istante, l’uomo vede sgretolarsi tutte le sue certezze, a partire dalla sua famiglia. Da quel momento è costretto a convivere con un senso di colpa che lo consuma, un’ombra silenziosa che si riflette in ogni suo gesto e rende impossibile tornare alla normalità.

LE TEMATICHE

Il protagonista sceglie di isolarsi dal mondo. Si rifugia in una vecchia tenuta di campagna trasformata in bed & breakfast, dove conduce un’esistenza da eremita, chiuso nella propria solitudine. Tuttavia l’arrivo inatteso di un gruppo di ragazzi, intenzionati a ridare vita alla vigna appartenuta al vecchio conte, incrinerà la corazza che si è costruito intorno. Tra i giovani troviamo Matilde (Galatea Bellugi), futura ragazza madre, che finirà per stringere un legame con Adriano proprio partendo dalla tematica della paternità.

Tema che è sicuramente centrale nella narrazione, insieme a quello della depressione, che viene trattata senza melodrammaticità, anzi, mostrando proprio come sia possibile rialzarsi e affrontare i propri demoni. È un lungometraggio che tratta sicuramente argomenti oscuri, ma che riesce a far risplendere di luce i suoi personaggi e a donare speranza allo spettatore.

LA RINASCITA

“…il presupposto di questa storia era tutto il contrario: era ripartire dal buio, proprio dall’abisso di una persona, di capire cosa può succedere nell’animo suo e e scoprire che ci sono dei dilemmi, che c’è uno sguardo severo verso se stessi, che c’è un sentimento di ridiscussione della propria vita e che questa discussione riguarda alcune tematiche. Cosa vuol dire essere un padre? Cosa vuol dire generare dei figli? Eh, che cos’è una famiglia?”. Queste sono, infatti, le prime parole di Paolo Virzì in conferenza stampa, che racchiudono il fulcro del film. Il regista riesce a raccontare un percorso di rinascita interiore, in cui la colpa e il dolore diventano terreno di confronto e, infine, di crescita. Adriano Sereni è un uomo che si muove con passo incerto tra i resti della propria vita, tentando di trovare un modo per convivere con ciò che non può più cambiare. Le ferite che porta dentro non si rimarginano, ma imparano a coesistere con il tempo e con la presenza degli altri. Solo accettando la fragilità, e lasciandosi attraversare dall’affetto di chi lo circonda, Adriano scoprirà che anche dalle macerie può nascere qualcosa di nuovo.

Le interviste sul carpet a Valerio Mastandrea, Valeria Bruni Tedeschi e Ilaria Spada: