“Il Silenzio dell’acqua” presentato a Barcellona: Sicilia e Donna al centro dell’opera di Genovese

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Grande partecipazione e intensa emozione hanno accompagnato la presentazione del romanzo Il silenzio dell’acqua di Antonino Genovese, edito da Fratelli Frilli Editori, tenutasi la scorsa domenica presso l’Auditorium Parco Maggiore La Rosa. Un appuntamento culturale molto atteso, che ha saputo coniugare riflessione, letteratura e sensibilizzazione su temi di grande attualità, come la violenza sulle donne, l’identità femminile, la memoria e la rinascita.

Dopo i saluti istituzionali dell’on. Tommaso Calderone, presente in qualità di amico e appassionato dei noir di Antonino Genovese,  si è entrati nel cuore dell’evento con una profonda introduzione all’opera. Il silenzio dell’acqua è molto più di un noir ambientato in Sicilia: è una storia corale e potente, che si muove tra i chiaroscuri dell’animo umano e i contrasti di una terra viva, sensuale e ferita.

Una Sicilia tra luce e abissi, al centro del romanzo

Come sottolineato durante l’evento, che ha visto dialogare la giornalista Cristina Saja con l’autore, la narrazione intreccia le vite di donne coraggiose e uomini oscuri, tra silenzio, colpa e speranza. Due le figure femminili principali che conquistano il lettore:

  • Agata Maltese, psicologa empatica, attraversata da fragilità e consapevolezze;

  • Isabella Alessi, commissario di polizia, sopravvissuta alla violenza e simbolo di resilienza.

A loro si affianca Kira, giovane donna russa fuggita da una relazione tossica, protagonista del prologo letto con intensità durante la serata, grazie alle voci di Virginia Scoglio e di Rosaria Lanza.

Le letture sceniche dei brani – tra cui quello sull’omicidio legato alla mafia russa e quello dedicato a Isabella – hanno creato un’atmosfera vibrante e immersiva, rendendo palpabile la forza visiva e cinematografica dello stile di Genovese. Dialoghi serrati, descrizioni sensoriali, una Sicilia raccontata non come sfondo, ma come coprotagonista: Barcellona Pozzo di Gotto, Calderà, le Eolie emergono come paesaggi dell’anima.

Le domande all’autore: tra ispirazione, realismo e impegno sociale

Intervistato sul palco, Antonino Genovese ha raccontato la genesi del romanzo, spiegando come l’urgenza narrativa sia nata dall’esigenza di dar voce a donne spesso silenziate. “Il silenzio dell’acqua” diventa così metafora di memoria sommersa, di vibrazioni interiori che continuano a propagarsi anche quando il trauma sembra superato.

Le domande hanno toccato anche il legame tra realtà e finzione, il ruolo dell’autore come osservatore empatico del mondo, privilegiato e pronto alle sfide, in grado di cambiare punto di vista e di immedesimarsi nella mente delle donne e la scelta di ambientare la storia nei luoghi della propria terra: “Scrivo di posti che conosco, perché ho bisogno di vedere i fatti che immagino, accadere mentre li racconto”.

L’analisi critica e il momento poetico

A dare ulteriore profondità all’incontro è stato l’intervento della prof.ssa Mariella Sclafani, che ha proposto una lettura critica del romanzo, evidenziandone le scelte stilistiche, la struttura narrativa e l’importanza dei temi trattati. Un noir che non si limita a indagare sul crimine, ma che scava nella psiche dei personaggi, offrendo al lettore una pluralità di piani di lettura. L’acqua elemento vitale che diventa anche tomba, la struttura del noir completamente stravolta, un continuo dinamismo che tiene il lettore sospeso.

Emozionante anche la lettura di una poesia, una dedica, un regalo al pubblico, una parte dell’autore sconosciuta, una creazione che di solito “tiene per sé”, scelta per accompagnare simbolicamente il tema della resilienza femminile e del dolore trasformato in forza e della maternità, quella fisicamente sperimentata e quella scelta quotidianamente.

Un libro da leggere, condividere e ascoltare

Il pubblico ha partecipato con interesse, rivolgendo all’autore domande che hanno aperto ulteriori spunti di riflessione sul valore della letteratura come strumento di consapevolezza e cambiamento. L’incontro si è chiuso con i ringraziamenti finali e un lungo applauso a Genovese, autore che ancora una volta ha dimostrato di saper raccontare l’anima della Sicilia attraverso trame profonde, attuali e vibranti.