Il Cga di Palermo ha bloccato il progetto del Centro intermodale merci che dovrebbe sorgere nell’area dell’uscita autostradale di Barcellona Pozzo di Gotto, in contrada Coccomelli.
I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dai titolari di un’azienda florovivaistica che sarebbe stata danneggiata dalla realizzazione della viabilità di servizio alla fruibilità della struttura, che doveva sorgere su un’area estesa per oltre 265 mila metri quadrati. Il progetto, proposto della società friulana Tecnozeta s.a.s., prevede anche la realizzazione di un parco commerciale, ed erano interessati alla vendita dei terreni 15 proprietari disposti a cedere le aree per la lottizzazione privata prevista dal Prg.
Alla base della sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa, che ha accolto del ricorso straordinario presentato nel 2017 dall’avvocato Benedetto Calpona per conto dei titolari dell’azienda Vivaio Piante Tropicali, l’agricoltore Fabio Maio e sua madre Giuseppa Calabrò, contro la deliberazione del consiglio comunale di Barcellona, la n. 17 dell’11 maggio 2017, c’è la mancata attivazione del procedimento per la valutazione d’impatto ambientale (VIA). I giudici hanno poi accolto la motivazioni dell’azienda per il danno provocato dalla realizzazione di una rotonda proprio all’interno del vivaio Piante Tropicali, problema già sollevato prima dell’approvazione della delibera del consiglio con un emendamento presentato da un consigliere comunale nel 2017 e bocciato dal civico concesso. Era stata richiesta la modifica della viabilità proprio per non penalizzare l’attività florovivaistica gestita da Fabio Maio e dalla madre Giuseppa Calabrò.
Mamì (Città aperta): “Mancano le rassicurazioni sull’utilità dell’opera: non può essere solo un altro centro commerciale”
Il pronunciamento della Cga ha così bloccato il progetto che era stato approvato con il voto trasversale della maggioranza di centrodestra e dei rappresentanti del Partito Democratico. In quella circostanza l’unica voce contraria in fase di approvazione della delibera era stata quella del gruppo consiliare di Città Aperta, allora denominato Avanti con fiducia: “Senza entrare nel merito delle motivazioni del CGA – afferma l’attuale capogruppo Antonio Mamì – ribadiamo la nostra contrarietà al progetto in mancanza di una concreta rassicurazione che la parte del Centro intermodale merci, relativa all’intermodalità, venga effettivamente realizzata ed inserita in una rete di collegamenti su larga scala che giustifichino il progetto. In assenza di queste rassicurazioni, il CIM è solo uno specchietto per le allodole, volto alla realizzazione dell’ennesimo parco commerciale, principale attrattiva del progetto anche se nessuno ne parla, in assenza di qualsivoglia studio preliminare e di una interlocuzione con i commercianti della città, ancor più provati dalla crisi conseguente al COVID“.














