Inaugurata ieri a Taormina “Pietre”, la personale di Nino Abbate

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Ieri, la Fondazione Mazzullo ha accolto e presenziato l’inaugurazione della personale del barcellonese Nino Abbate, fondatore del Museo Epicentro di Gala.

Immersi nell’aura di magia e sogno che caratterizza il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, in pieno centro a Taormina, il Presidente della Fondazione, Alfio Auteri, ha dato il benvenuto all’artista ed ai presenti. “Si tratta della prima mostra in assoluto, realizzata interamente in pietra nei nostri locali. Anche la scelta della sala non è casuale. Le opere di Nino Abbate, infatti, sono posizionare nella Sala della Colonna, in quello che era il laboratorio del Maestro Mazzullo.- ha affermato Alfio Auteri che, fiero di tornare a centrare l’obiettivo della Fondazione, dopo 35 anni, per la prima volta ha accolto Nino Abbate – Questi locali – ha continuato – gli sono stati affidati per i suoi ultimi lavori, si tratta di un tempio di scultura, un vero e proprio luogo speciale. Quando ci capitano occasioni del genere, noi accogliamo gli artisti con grande piacere. Infatti, dopo 35 anni Abbate entra e fa la prima mostra. Lui è un personaggio noto alla Fondazione Mazzullo, è stato infatti vincitore di più  edizioni del Premio Mazzullo che, ci pregiamo, quest’anno sarà uno dei protagonisti attivi. “

Dopo i saluti del Presidente, la dott.ssa Katia Trifirò ha descritto in maniera certosina, completa, semplice ma dettagliata la multiforme arte di Nino Abbate, rappresentando in maniera esauriente l’intento dell’artista, scrittore, poeta, scultore, pittore. Un’analisi sorprendentemente puntuale, durante la quale la dott.ssa Trifirò ha affermato: “Questa è una delle prime volte che parlo di Nino Abbate come come scultore. Abbate è, infatti,  un artista multiforme. Lui è pittore, poeta, performer e operatore culturale in tutto e per tutto. A lui va, soprattutto, il merito per la nascita del Museo Epicentro realizzato su una sua intuizione geniale. Artista da più di 30 anni, il Maestro Abbate ha creato un’oasi, dove suggeriscono l’ingresso alcune parole di Cattafi su epicentro come scossa dalla quale si dirama  l’energia. Dal dopoguerra fino ad oggi è l’arte racchiusa nelle mattonelle del Museo Epicentro. In lui – ha continuato la critica d’arte – arte e vita coincidono. La sua è un’avventura artistica ed esistenziale, nella quale un personaggio importante e fondamentale nella sua arte è anche l’amore, la dimensione affettiva, il legame con la moglie Salva Mostaccio. Un’ unione che funziona e che ha dato vita, da ultimo,  ad un importante creazione di Abbate: Il guerriero che venne dal mare”, che racchiude esattamente l’identità di Abbate artista. Lui è così nella vita, è un guerriero che combatte e che in ogni occasione dimostra che per un artista non è facile autoaffermarsi. Nel ’92 vince Premio Mazzullo con 2 opere significative: La raccoglitrice di arance e L’emarginato, due opere che la dicono lunga sul suo impegno che è la sua passioneL’arte di Nino Abbate è impegno civile, la cifra che caratterizza il suo percorso. Questa sera  in mostra ci sarà quella che io definisco “La Trilogia del mare”, con tre opere che raccontano del mare e dei rifugiati che in esso trovano culla e morte. Attualissime e caratterizzate da una speranza utopica e di apertura confermano le sue tre caratteristiche: l’Impegno civile,  il Panta rei rappresentato da figure umane che si confondono con il mondo animale e vegetale degli elementi della natura e l’immancabile preponderanza della figura femminile con volumetrie piene e circolarità. Quella di Nino Abbate è una di quelle particolari vene artistiche che ci danno l’idea del Principio Divino come principio femminile…ci fa proprio pensare che Dio è femmina. Ogni sua opera racconta una storia e si caratterizza di un particolare e ripetitivo cerchio, principio artistico circolare che produce, come un epicentro, una scossa ed una energia come un eterno ritorno. Le sue sono opere particolari, sono pietre eloquenti con le qualoi il Maestro ci parla e ci indica che è l’arte che concilia gli opposti, tra vertigine aerea e forza gravitazionale. È un’arte che vuole essere ascoltata, guardata, compresa con attenzione.”

L’inaugurazione della mostra si è conclusa con i ringraziamenti di Nino Abbate anche in questa occasione che ha definito “incontro di bellezza e di condivisione, di confronto e di speranza”. Ringraziando i presenti, Nino Abbate ha ribadito la nostra essenza come uomini liberi, come alberi nell’universo, dedicando la sua mostra al Maestro Giuseppe Mazzullo e a sua moglie “perchè – ha detto –  per me la moglie rappresenta una persona preziosa, che all’inizio della mia ascesa artistica mi ha incoraggiato dicendomi che assomigliavo a suo marito, il miglior complimento che potessero farmi.”

Il taglio del nastro è stato effettuato da Salva Mostaccio “che sempre mi supporta e mi sopporta” – ha affermato Nino Abbate. Perchè, così come tradizione vuole, dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna.

La mostra sarà visitabile fino al 16 agosto, tutti i giorni dalle 9.00 – 13.00 e dalle 17.00 – 21.00.

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