Venerdì 24 Gennaio il nostro Istituto ha vissuto un momento importantissimo a seguito del “Progetto Legalità” portato avanti dalla nostra Dirigente Scolastica, prof.ssa Eleonora Corrado, e dalla prof.ssa Rosita Dell’Aglio: l’arrivo di Rita Borsellino, europarlamentare e sorella del grande Paolo Borsellino.
“La mafia uccide, il silenzio pure”. “Noi vogliamo una rivoluzione culturale e stiamo continuando quella lasciataci anni fa da Paolo Borsellino”; ” Questi momenti nei quali Rita continua ad essere presente nelle scuole, a divulgare questo pensiero, cioè l’importanza del seguire le regole, l’importanza della legalità, sono il sale, sono la base per la crescita culturale di tutti noi; questo, oggi, è un momento importantissimo e, credetemi, per me è stato bellissimo vedere che Rita è stata accolta oggi, qui, da voi, come di solito i giovani accolgono un cantante o un calciatore. Questo è importantissimo, è un segnale bellissimo perché fa capire quanto già in voi è insita l’importanza dei valori che Rita sa trasmettere”. “Ricordo non è solo commemorare chi oggi non c’è più; il ricordo si deve tradurre in gesti concreti, in azioni concrete, perché il migliore ricordo per chi ha dato la propria vita è che ognuno di noi, ogni giorno, possa sentirsi a posto con la propria coscienza; ricordare significa fare la scelta giusta, fare le cose giuste, anche se queste cose non vengono sempre condivise e apprezzate da tutti”.“La dignità e il rispetto delle regole non si trattano”. “Non importa quanto angusta sia la porta, quanto impietosa la sentenza, sono padrone del mio destino, il capitano della mia anima”.“La lotta alla mafia deve essere anzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”Come il mattino perfetto sul finire, quando orologi immortali suonano mezzogiorno”“Ci impegniamo a educare i nostri figli nel rispetto degli altri, nel senso del dovere e della giustizia; a non adeguarci al costume corrente prestandovi tacito consenso perché così fan tutti, a rinunziare ai privilegi da conoscenze e aiuti qualsiasi, a riconoscere il valore della giustizia superiore al nostro interesse particolare, a non chiedere come favore ciò che ci è dovuto per diritto, a non vendere il nostro voto elettorale per nessun compenso, a resistere, ponendo fiducia nella giustizia, alle sopraffazioni mafiose; ci impegniamo a non dimenticare Giovanni Falcone e tutti i morti nella lotta contro la mafia e a ricordarli come nostri familiari per noi caduti”.* “Chi governa lo Stato come deve comportarsi per invogliare i cittadini a fidarsi delle istituzioni pubbliche?”“Spesso il nostro silenzio, che incoraggia il ripetersi di comportamenti illegali di altri nella società, è sbagliato; come fare, dunque, a superare le paure che ci impediscono di denunciare tali comportamenti?” “Il Governo e lo Stato si devono impegnare per il bene comune, il bene di tutti, quindi non il bene di una singola persona, il bene del raccomandato; non il bene di colui a cui devo fare un favore per riceverne un altro ma il BENE COMUNE. Purtroppo oggi c’è molta confusione, ecco perché c’è tutta questa che viene definita anti-politica, perché non si capisce bene cos’è il bene comune oppure lo si perde di vista. Si parla tanto, ma alla fine, quando si cercano i risultati di tanto parlare, si fa fatica a trovarli. Io dico una cosa: tutta questa che viene definita anti-politica, non è altro che bisogno di politica, ma politica VERA. Politica significa occuparsi della polis, lavorare per la polis: la polis che non è altro che la città e la società; è questo dunque ciò che devono fare il governo e le istituzioni, è questo quello che, purtroppo in questo periodo di crisi in tutti i sensi, abbiamo difficoltà a trovare”. “Il silenzio è una grossa responsabilità che si assume chi decide di stare in silenzio. Perché spesso si cade in un silenzio-assenso: io non parlo, vuol dire che sono d’accordo con te. Questo è vero fino a un certo punto: non sempre chi non parla è d’accordo con chi ha commesso degli atti che andrebbero condannati e denunciati: Purtroppo ciò che spesso prevale in noi è una cosa che si chiama PAURA. Vedete, Paolo diceva una cosa importante ‘La paura è normale che ci sia; è normale che un uomo abbia paura’. Quando gli chiedevano ‘Giudice, ma lei non ha paura?’ sapete cosa rispondeva lui? ‘Certo che ho paura, non sono un incosciente; io so quali sono i rischi che corro, però l’importante è avere il coraggio di affrontare la paura e restare liberi’. La cosa più importante è la libertà, perché senza libertà tutto ci viene negato, tutti i nostri diritti ci vengono negati. E’ quindi importantissimo trovare il coraggio di superare la paura, sia la propria che quella collettiva”.” Sapete come hanno tentato di proteggerlo? semplicemente stringendosi attorno a lui, abbracciandolo, mi piace dire; loro si misero intorno a lui, perché ormai i mezzi per uccidere queste persone sapevamo quali erano. Cinquantacinque giorni prima, per uccidere Giovanni Falcone era stata fatta saltare un pezzo di autostrada: impensabile! ma dopo la morte di Falcone, nulla è stato più impensabile. L’autobomba l’hanno messa proprio davanti alla casa di nostra madre, dove si sapeva che Paolo andava spesso; almeno una volta alla settimana Paolo era lì. In cinquantacinque giorni non sono stati in grado di pensare che quel posto andasse protetto così come la sua casa. Queste sono superficialità, queste sono distrazioni che non sono ammesse, non possono essere ammesse.”Voi dovete porvi delle domande, perché voi siete già società, perché siete già cittadini, non siete cittadini di domani, voi siete cittadini oggi e vi state preparando a quella cittadinanza attiva che un domani vi chiederà di essere presenti anche con delle scelte e degli atti fondamentali all’interno di questa società. Voi siete già cittadini, portatori di diritti e di doveri che dovete conoscere, sapere, chiedere”.“Verità e giustizia sono cose per cui tutti possono battersi: ognuno al proprio livello”Oggi usciremo da questa sala con la consapevolezza che una società migliore è possibile, grazie all’impegno di ciascuno di noi, grazie ai valori di legalità e giustizia che la famiglia e la scuola ci trasmettono ogni giorno, quelli che ci permetteranno di essere adulti migliori…in futuro”.
Alessandra Cattafi 3E




















