Un Natale di solidarietà, memoria e canto popolare ha preso vita ieri sera al Teatro Placido Mandanici, dove lo spettacolo “E scinniu la Notti” di Mario Incudine ha emozionato e fatto riflettere il pubblico, coniugando arte, impegno civile e spiritualità. Un evento di grande spessore culturale e umano, promosso dal Lions Club Castroreale, che ha visto anche la preziosa collaborazione dell’Associazione Zampognari Barcellonesi “Salvatore Grasso”, custode della tradizione musicale natalizia siciliana e la partecipazione del partner di Mario Incudine che Barcellona vanta con orgoglio come suo “figlio”, il Maestro Antonio Vasta.
Il Natale come atto di solidarietà concreta
Al centro della serata, il messaggio forte e tangibile del Lions Club Castroreale, presieduto dall’avv. Claudio Cannas: il Natale non come celebrazione formale, ma come gesto concreto di aiuto verso chi è in difficoltà. Il ricavato dello spettacolo, infatti, è stato destinato alla realizzazione di un deposito per la distribuzione di beni alimentari di prima necessità, un progetto di portata nazionale, primo in Italia a essere co-finanziato dalla LCIF (Lions Clubs International Foundation).
Un modello innovativo di assistenza sociale che ha trasformato una serata di musica in un atto collettivo di responsabilità e condivisione, dimostrando come la cultura possa diventare strumento di welfare e coesione sociale.
“I bambini non si toccano”: il grido di Mario Incudine
Profondo e attualissimo il messaggio lanciato da Mario Incudine, che attraverso il canto popolare e il racconto musicale ha riportato il Natale alla sua dimensione più drammatica e vera: quella dei bambini perseguitati, uccisi, vittime innocenti della violenza del potere. Un tema che attraversa i secoli, dall’eccidio degli innocenti fino alle tragedie contemporanee.
“I bambini non si toccano” non è solo una frase, ma un atto di denuncia, un richiamo etico che ha risuonato forte tra le note, restituendo al Natale il suo volto scomodo e profetico.
Maria: il sì di una fede forte e “senza macula”
Tra i momenti più intensi dello spettacolo, il racconto del sì di Maria, donna di fede profonda e inusuale, che accoglie il mistero della maternità come uno specchio “senza macula”, limpido, capace di riflettere l’invisibile. Una figura lontana da ogni retorica, restituita nella sua umanità coraggiosa, capace di credere contro ogni evidenza. Ancora più forte e coraggioso l’atto di accoglienza di Giuseppe, suo sposo, un uomo forte e protettivo, che ama la sua sposa e abbraccia gli eventi.
Vita e morte nei simboli del Natale
“E scinniu la Notti” ha saputo intrecciare nascita e morte, gioia e dolore, attraverso una potente simbologia:
la grotta come luogo di nascita ma anche come sepolcro,
le fasce della mangiatoia che rimandano ai calzari della sepoltura,
il soldato che non trova Gesù Bambino ma che, anni dopo, nell’immaginario genio e talento di Incudine, lo trafiggerà nel costato.
Un racconto musicale che restituisce il Natale nella sua interezza teologica e umana, senza edulcorazioni, dove la gioia del dono della vita convive con il presagio del sacrificio.
Il canto popolare e gli zampognari: l’anima della tradizione
Fondamentale il contributo musicale che ha trasformato lo spettacolo in un vero tripudio di canto popolare, grazie anche alla presenza dell’Associazione Zampognari Barcellonesi “Salvatore Grasso”, accompagnati da Pasqualino Conti, che ha riportato sul palco l’anima arcaica del Natale siciliano. La zampogna, strumento dei pastori e della Natività, ha dato voce a una memoria collettiva che parla ancora al presente, nonostante sia lo strumento musicale più antico del mondo.
Un evento che lascia il segno
“E scinniu la Notti” non è stato solo uno spettacolo, ma un atto culturale e civile, capace di unire musica d’autore, solidarietà, denuncia e spiritualità. Una serata che ha ricordato come il Natale, per essere autentico, debba saper guardare al dolore del mondo senza smettere di generare speranza.
Seguono le interviste ai protagonisti: a Mario Incudine e Antonio Vasta e al Lions Club Castroreale per approfondire i temi emersi e il valore di un progetto che mette al centro le persone, la memoria e il futuro.
Prossimo appuntamento: 3 gennaio a Castroreale con la pianista Ilaria Centorrino.
























