Barcellona: la commemorazione in onore di Graziella Recupero

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Il ricordo della giovane barcellonese vittima di femminicidio nel 1956

Oggi, giovedì 26 giugno, nel piazzale tra la via Statale S. Antonino e la Via Medici, si è tenuta la commemorazione in onore di Graziella Recupero, la 19enne barcellonese che il 26 giugno del 1956, esattamente sessantanove anni fa, fu vittima di femminicidio.

Proprio nel luogo in cui, come ogni anno, l’Amministrazione Comunale ha onorato la memoria della giovane, laddove si compì il suo omicidio, sorge una targa commemorativa, collocata il 29 settembre 2019.

Qui, l’assessore alla cultura Angelita Pino ha ricordato la ragazza, con un riferimento anche al romanzo “Una rosa bianca”, della nostra caporedattrice Flaviana Gullì e di Gaetano Mercadante, liberamente ispirato alla storia di Graziella Recupero.
Nel libro, edito da Giambra Editori, si legge una ricostruzione completa della vicenda, con l’intento di far riflettere sui fatti, ormai lontani nel tempo, ma purtroppo sempre molto attuali.

Salvatore Scilipoti, l’esperto del Sindaco in materie di politiche culturali, ha ricordato la storia della giovane uccisa dal pretendente respinto. Morta per mano di un suo coetaneo, Graziella è rimasta impressa nella memoria dei cittadini di Barcellona e la sua storia, oggi sempre più attuale, ci rimanda alla tragica fine di Sara Campanella, accoltellata in pieno giorno lo scorso 31 marzo.

Entrambe le ragazze, accomunate da un destino tragico, sono state strappate alla vita proprio mentre si accingevano a raggiungere i loro importanti traguardi: Graziella aveva appena svolto l’esame scritto di maturità e stava per portare a termine il proprio percorso con l’esame orale, che purtroppo non ha mai potuto compiere.

Presente alla commemorazione anche Fra’ Antonino, che ha pregato per la giovane, ricordando l’importanza del valore della vita e la cultura del rispetto di ogni essere umano.

Il legame di Graziella Recupero con la fede era forte: la giovane era devota a Sant’Antonio da Padova, al quale era riconoscente per averla salvata da una malattia di cui aveva sofferto da piccola.