“L’ultimo cammino”, è la rievocazione, con corteo storico, del Transito di Sant’Antonio di Padova, evento che si inserisce nelle numerose attività previste dall’omonimo Santuario barcellonese nel periodo della Tredicina. L’appuntamento è per giovedì 12 giugno alle ore 21 in Piazza Duomo a Barcellona P.G., qui avrà inizio la suggestiva sacra rappresentazione, successivamente gli oltre cento attori e figuranti, con i costumi d’epoca, attraverseranno le strade della città per raggiungere il Convento di Sant’Antonino dove l’evento si concluderà. “L’ultimo cammino” sarà rappresentato il giorno successivo all’infiorata che sarà realizzata l’11 giugno, a partire dalle 18,30, sul sagrato della Chiesa di Sant’Antonio di Padova e che quest’anno sarà dedicata al Cantico delle Creature, nell’Ottavo centenario della sua composizione.
La rievocazione 2025 a Barcellona P.G.
Il percorso partirà da Piazza Duomo dove verranno riproposti alcuni ultimi episodi della vita di Sant’Antonio e poi il momento finale in cui il Santo, trovandosi a Camposampiero e sentendo vicina la morte, chiede ai frati di essere portato a Padova; da questo momento inizierà il corteo storico in abiti medievali, un carro trainato da un cavallo trasporterà Sant’Antonio. Dopo un percorso che attraverserà via Roma, via G. Marconi, Piazza G. Marconi, via San Giovanni, via Statale Sant’Antonino, via Catania e via dei Vespri, si giungerà al Convento di Sant’Antonino, dove si svolgeranno un secondo e terzo momento. Il Santo taumaturgo muore infatti all’Arcella e, dopo cinque giorni, il corpo viene trasportato a Padova; questi ultimi eventi verranno rappresentati nel piazzale del Convento.
Il testo della sacra rappresentazione è basato sulla prima biografia del Santo, l’Assidua, redatta da un cronista anonimo nel 1232, un anno dopo la morte di Sant’Antonio di Padova. Oltre alla numerosa comunità che ruota attorno al Santuario, prenderanno parte alla manifestazione l’Associazione Alma Ritmo – Danze Storiche e Contemporanee, l’Associazione Antiche Torri – Santa Lucia del Mela, il Gruppo Storico, Musici e Sbandieratori “Associazione Culturale Marduk”, l’Accademia dello Spettacolo “Talenti”, la maestra di danza Annalisa Munafò con alcune allieve e la scuola di ballo Domi Pro Dance.
Camposampiero, l’Arcella e Padova: la storia “dell’ultimo cammino”
Nella tarda primavera del 1231 frate Antonio, molto stanco per l’intensa predicazione tenuta a Padova, cercò un luogo di quiete e di pace per potersi riposare; così, su invito del conte Tiso si trasferì a Camposampiero, paese a pochi chilometri da Padova. Qui chiese che gli venisse preparato un semplice rifugio sopra un grande albero di noce, dove poter trascorrere le sue giornate in preghiera e in dialogo con le genti umili del borgo. Fu proprio durante questo soggiorno, presso il conventino di Camposampiero, che Gesù, nell’aspetto di bambino, lo visitò, dialogando con lui, come il conte Tiso poté testimoniare…
Mentre il Santo si trovava a Camposampiero, già gravemente provato nel corpo a causa di una malattia, un venerdì, il 13 giugno del 1231, venne colto da un malore e, capendo che la fine si stava avvicinando, espresse il desiderio di morire presso il convento di Padova; quindi venne fatto stendere su un carro trainato da buoi per essere portato presso l’amata città dove, tuttavia, non riuscì ad arrivare in tempo.
Infatti, superato il fiume Brenta, arrivato all’Arcella nella periferia di Padova, Frate Antonio era allo stremo, a causa della malattia e dell’ estenuante viaggio. Si decise quindi di fermare il trasferimento presso il monastero dell’Arcella, dove i frati provvedevano all’assistenza spirituale delle clarisse. Fu proprio in questo luogo che, pronunciando le parole “Vedo il mio Signore”, Antonio spirò all’età di circa 36 anni.
Dopo le contese tra gli abitanti del sobborgo dell’Arcella e i padovani, il suo corpo, il martedì successivo, venne portato a Padova e sepolto nella chiesetta di Santa Maria Mater Domini, la cappella del convento dei frati minori, luogo dove ora si erge la Basilica del Santo.














