La Procura di Venezia ha deciso di impugnare la sentenza di condanna all’ergastolo per Filippo Turetta, accusato dell’omicidio della ex fidanzata Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre 2023. Il ricorso si concentra sul mancato riconoscimento da parte della Corte d’Assise di due aggravanti fondamentali: stalking e crudeltà.
Femminicidio Giulia Cecchettin: perché la Procura chiede l’aggravante di stalking
Secondo l’accusa, le condotte persecutorie messe in atto da Filippo Turetta nei confronti di Giulia prima del delitto avrebbero dovuto configurare l’aggravante dello stalking, disciplinato dall’articolo 612 bis del codice penale. Tuttavia, la Corte ha ritenuto che l’assenza di un cambiamento nello stile di vita della vittima, condizione necessaria per configurare il reato, impedisse tale riconoscimento.
Anche l’aggravante della crudeltà, in relazione alla modalità dell’omicidio, è stata rigettata. Una scelta che ora sarà oggetto di revisione in sede di appello.
Criminologi a confronto: il parere di Ruben De Luca e Sofia Mezzasalma
Sul tema è intervenuta la giornalista e psicologa clinica Sofia Mezzasalma, che ha dialogato con il criminologo Ruben De Luca, uno dei massimi esperti europei di stalking.
L’analisi si è soffermata non solo sugli elementi che avrebbero potuto giustificare le aggravanti, ma anche su una questione particolarmente controversa: è possibile il reinserimento sociale dei sex offender?
“Il reinserimento è una sfida complessa – ha commentato Mezzasalma – soprattutto in presenza di disturbi della personalità o tratti antisociali. La prevenzione passa dalla formazione, dalla cultura del rispetto e da un intervento sistemico efficace”.
La storia di Giulia e Filippo: dai banchi universitari al tragico epilogo
Giulia Cecchettin e Filippo Turetta si erano conosciuti durante il corso di ingegneria biomedica all’Università di Padova. Dopo un anno di relazione, si erano lasciati nell’agosto 2023. Nonostante la rottura, Filippo continuava a contattare Giulia, con toni sempre più disperati e minacciosi.
Giulia, nel tentativo di evitare che l’ex compisse gesti estremi, aveva scelto di non interrompere del tutto la comunicazione. Purtroppo, non percepiva un reale pericolo per la propria vita e non aveva modificato le proprie abitudini.
L’omicidio: cronologia dei fatti
L’11 novembre 2023, i due si erano recati in un centro commerciale di Marghera per acquistare un paio di scarpe che Giulia avrebbe indossato alla sua laurea, prevista per il 16 novembre. Avevano cenato in un fast food. Gli ultimi messaggi di Giulia, inviati alla sorella Elena, risalgono alle 22:45.
Da quel momento, il silenzio.
Il giorno successivo, il padre denuncia la scomparsa. Inizialmente si pensa a un allontanamento volontario, ma i familiari non credono a questa ipotesi: Giulia era felice e prossima alla laurea. Le indagini si intensificano.
Le segnalazioni e le immagini delle telecamere
Un testimone racconta di aver visto un’aggressione in via Aldo Moro a Vigonovo: una ragazza gridava “Mi fai male”. I Carabinieri, allertati alle 23:18, non intervengono. Pochi giorni dopo, i filmati delle telecamere di sorveglianza della Dior di Fossò mostrano un uomo colpire violentemente una donna e caricarla nel bagagliaio di una Fiat Punto nera.
Nel luogo del filmato vengono trovate una lama da 21 cm e grosse tracce di sangue. Scatta il mandato d’arresto europeo per Filippo Turetta, accusato di omicidio volontario e sequestro di persona.
Il ritrovamento del corpo di Giulia Cecchettin
Il 18 novembre, il cadavere di Giulia viene ritrovato nei boschi del Friuli, nei pressi del lago di Barcis. Era coperto da sacchi neri, nascosto in un’area rocciosa. Accanto, un libro illustrato. A rinvenirlo è stata una squadra cinofila della Protezione Civile.
Chi è Sofia Mezzasalma: giornalista e divulgatrice scientifica
Sofia Mezzasalma nasce professionalmente in una televisione privata siciliana, dove inizia come cameraman e videomaker. Successivamente si avvicina al giornalismo, diventando pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Sicilia nel 2020.
Dal marzo 2024 è laureata magistrale in Psicologia Clinica e divulgatrice scientifica. È autrice e ideatrice della rubrica “Nella stanza della psicologa”, dedicata alla salute mentale, dove ha ospitato noti esperti del settore. Attualmente si forma come criminologa forense presso la Csi Academy diretta da Roberta Bruzzone.
Il suo primo lavoro editoriale, “Schegge Traumatiche: Kim Noble e le sue personalità”, illustrato da Francesco Romagnolo, esplora i temi del trauma e del disturbo dissociativo dell’identità.














