Per il nostro Direttore, per la verità, perchè non accada mai più: denunciamo un sistema che ha fallito

- Cronaca, In evidenza

“Solo alla morte non c’è rimedio” – è così che Giuseppe Puliafito, il nostro Direttore, la pensava e oggi che a quella morte non c’è più rimedio, dentro di noi è il vuoto e lo smarrimento ma la lucidità, l’analisi dei fatti, il fact-checking che ci ha insegnato e che è quotidianamente a fianco al nostro agire, ci impone di far luce e chiarezza. 

A lungo abbiamo riflettuto sul da farsi, in molti ci avete chiesto e ci chiedete ancora “ma che cosa è successo? stava male?“. Nonostante lo sgomento, la violenza dell’impatto con questa morte non ci abbia lasciato pace, sin dalle prime ore dell’accaduto sono giunte a noi informazioni su come non tutto, quella sera del 7 marzo, sia andato per il verso giusto.

Questa è una denuncia che non nasce da rancore o risentimento, che non vuole puntare il dito verso le persone ma verso un sistema che fa acqua da tutte le parti, da troppo tempo, che ha assunto come prassi protocolli errati. L’errore incide sugli eventi e li cambia. 

Dal dovere di cronaca e di critica giornalistica

nasce l’esigenza di accendere i riflettori su ciò che nega la tutela al diritto alla salute sancito dall’art. 32 della nostra Costituzione, affinché simili episodi non accadano più. 

Oggi, per rispetto a Giuseppe, per l’onestà intellettuale che lo distingueva, abbiamo deciso di parlare.

Per rispetto di un uomo che ha sempre svolto la sua professione con onestà e correttezza, cercando la verità.
Per rispetto del nostro lavoro di cronisti, che non si sono mai tirati indietro davanti alle richieste di giustizia dei lettori.
Per rispetto di tutti coloro che un giorno potrebbero trovarsi nelle stesse condizioni.

Abbiamo deciso di raccontare le contraddizioni e le storture di un sistema che, ancora una volta, non ha funzionato.

Un sistema che quella sera – come purtroppo accade troppo spesso – non ha saputo rispondere con efficienza e tempestività.

Il nostro direttore si è sentito male al Teatro Trifiletti intorno alle 18.30,

poco prima dell’inizio della conferenza stampa di presentazione dell’attrice Vanessa Scalera al Milazzo Film Festival.
L’ambulanza è arrivata però 38 minuti dopo e senza medico a bordo, nonostante le ripetute telefonate di alcuni presenti che avevano chiaramente segnalato le gravi condizioni di Giuseppe. “Venite, c’è un uomo agonizzante. Questa è già la seconda telefonata, fate presto.” – una delle tante frasi rimaste inascoltate.

Di queste telefonate, la moglie Flaviana Gullì – tramite il suo legale – ha richiesto le registrazioni alla centrale del 118 del Papardo, insieme alla relativa cartella clinica.

Ad oggi, a due mesi e mezzo dalla richiesta formale, nessun documento è stato consegnato.

Ci chiediamo: un cittadino non ha il diritto di ricevere risposte dalla sanità pubblica?
Perché questo silenzio?
Chiediamo spiegazioni ai vertici dell’Asp, gli stessi che ogni giorno si servono del nostro giornale per le loro comunicazioni istituzionali.

Nei prossimi giorni vi racconteremo altri dettagli di quella sera, quando la giovane vita del nostro direttore è stata strappata per sempre all’affetto di tutti noi.

Lo facciamo per Giuseppe, per la verità, perchè non accada mai più.