Cassazione: udienza illegittima senza il difensore. L’avv. Calabrò ottiene l’annullamento della sentenza

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La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza emessa dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto contro P. F., difeso dall’avvocato Pinuccio Calabrò, accogliendo in pieno la strategia difensiva basata sul principio del legittimo impedimento. Una decisione che si allinea perfettamente al recente orientamento della Suprema Corte in tema di rispetto del diritto alla difesa, come confermato anche da una recente analisi pubblicata sulla rivista giuridica Il Dubbio.

Il ricorso era stato proposto contro la sentenza del 9 maggio 2024, con cui il Tribunale di Barcellona P.G. aveva condannato P. F. a 4.000 euro di ammenda per porto abusivo di coltello, nonostante il riconoscimento della lieve entità del fatto.

L’avvocato Calabrò, difensore dell’imputato, aveva avanzato istanza di rinvio dell’udienza dibattimentale del 15 marzo 2023 a causa di un concomitante impegno professionale presso la Suprema Corte di Cassazione. Nonostante ciò, il giudice monocratico rigettò l’istanza, ritenendo che la partecipazione potesse comunque avvenire in presenza.

La Cassazione, con sentenza n. 7276/2025, ha ribaltato tale valutazione, sancendo la nullità dell’udienza svoltasi in assenza del difensore legittimamente impedito e, di conseguenza, l’invalidità di tutte le attività processuali successive. Il procedimento è stato quindi rinviato al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto in diversa composizione.

Un punto centrale della decisione è il riconoscimento che la comunicazione dell’udienza non consentì un effettivo contraddittorio sul legittimo impedimento, elemento chiave per la difesa. La Suprema Corte ha affermato che la sola posteriorità temporale dell’impegno non può automaticamente giustificare il rigetto della richiesta di rinvio, riaffermando il principio costituzionale del diritto alla difesa tecnica e personale.

Questa sentenza segna un importante precedente giurisprudenziale a favore del rispetto delle garanzie difensive, confermando la piena validità della linea strategica seguita dall’avv. Pinuccio Calabrò, che ha saputo inquadrare correttamente la questione nel solco delle più recenti pronunce della Cassazione.