A Barcellona Pozzo di Gotto, la Settimana Santa ha un sapore tutto particolare, un misto di emozione, tradizione e spiritualità che si tramanda da generazioni. In questo contesto unico, i Visillanti sono tra i protagonisti indiscussi: voci antiche che, con il solenne canto della Vexilla Regis, accompagnano la processione delle storiche Varette del Venerdì Santo.
Per celebrare e raccontare questa tradizione così sentita e identitaria, abbiamo raccolto le testimonianze dirette dei Visillanti: uomini che, ogni anno, offrono la loro voce in preghiera, mantenendo viva una delle espressioni più autentiche della devozione popolare barcellonese.
Una tradizione che attraversa i secoli
Il canto della Vexilla Regis, in latino, ha origini liturgiche molto antiche. A Barcellona Pozzo di Gotto è divenuto il simbolo sonoro del Venerdì Santo: una litania lenta, grave, intensa, che accompagna la città in uno dei momenti più profondi della sua spiritualità. È la colonna sonora della processione delle Varette, le maestose statue che rappresentano la Passione di Cristo, portate a spalla per le vie della città. Due tradizioni, quella più antica di Pozzo di Gotto e quella di Barcellona, che vedono i cittadini unirsi nell’inno alla fede.
Dietro ogni voce, c’è una storia. Dietro ogni strofa, un’eredità spirituale. Le interviste ai Visillanti raccolgono ricordi e riflessioni: da chi canta da decenni, a chi ha raccolto il testimone dal padre o dal nonno. Una coralità di voci che racconta la fede di un’intera comunità.
La fede che si fa canto
Non si tratta solo di una tradizione musicale o folklorica. Il canto della Vexilla Regis è un atto di fede o quantomeno è stato così inteso all’inizio e poi tramandato. I Visillanti non sono semplici cantori: sono testimoni, custodi di un rito che unisce il sacro al quotidiano, il passato al presente. Ogni nota è un’invocazione, ogni parola è memoria collettiva. Mantenere le tradizioni è difficili, ma in questo la Città del Longano si mostra ogni anno sempre più resiliente.














