Violenza di genere: l’importanza dei Centri Antiviolenza

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Il Centro Antiviolenza Frida a 24live.it: “Il delitto di Sara Campanella ci impone di formare e informare, di porre l’attenzione sul ruolo del Centro Antiviolenza e di riflettere sulle vittime sempre più giovani e sulle cause riguardanti l’incalzare della violenza“.

A distanza di 15 giorni dalla tragica morte di Sara Campanella, avvenuta lo scorso 31 marzo, continuiamo ad approfondire e valorizzare le corrette informazioni, affinchè si impari a reagire al fenomeno della violenza di genere a riconoscere l’importanza delle istituzioni e dei professionisti impegnati in questo contrasto.

Il problema sociale delle relazioni

L’avvocata Rita Ielasi del Centro Antiviolenza Frida, intervistata da 24live, ha posto l’accento sul problema sociale più ampio, quello delle relazioni.

Dovremmo avere la forza e la capacità di raccontare a chi ci è più prossimo cosa succede nel nostro quotidiano, così che le paure e le difficoltà possano venir fuori. La tradizione sociale di vivere nella cultura del patriarcato, ci fa sentire sempre in difetto, sempre nel dubbio o nella certezza di aver torto ed è da qui che nascono le paure. – spiega l’avvocata – Le paure di chi poi, purtroppo, diventa vittima. E le vittime spesso si sentono giudicate, pronte a colpevolizzarsi per aver sbagliato ed è inevitabile il senso di solitudine che le assale. Ecco dove e quando i Centri Antiviolenza entrano in gioco. Quando diciamo ‘Non sei sola’, noi lo crediamo davvero e siamo pronte ad accogliere i racconti, le ansie, le paure, senza far caso alla vergogna, alla paura, al giudizio. Raccontarsi a delle estranee, spesso, può aiutare a leggere la realtà che si vive“.

I Centri Antiviolenza, le Forze dell’Ordine, le avvocate accolgono. “Accogliere e cercare il dialogo è spesso il primo approccio, ma la paura blocca, infligge la paura del giudizio. L’origine però non è solo della agenzie educative, ma anche e soprattutto delle famiglie che hanno responsabilità sociale. Il dialogo fluido all’interno delle famiglie dovrebbe essere all’ordine del giorno, i padri delle figlie non dovrebbero avere filtri, alle volte anche più delle madri” – aggiunge l’avvocata Ielasi.

Coadiuvata da Giulia Carmen Fasolo, responsabile del Centro Antiviolenza e da Stefania Giunta, psicologa, Rita Ielasi completa il messaggio lanciato dal Centro Antiviolenza Frida che riportiamo nell’intervista di seguito.

L’appello della psicologa ai colleghi: “Informate dell’esistenza dei Centri Antiviolenza e diffondete il numero da chiamare, il 1522“. Accanto a queste riflessioni, l’analisi di Giulia Carmen Fasolo.

L’intervista