Chiusura con un bellissimo successo per la prima edizione di “Gusta il Territorio“, iniziativa organizzata al Castello dal comune di Milazzo con il contributo del Gal Tirreno Eolie e in collaborazione con l‘Area Marina Protetta Capo Milazzo. Workshop, esposizioni di produttori e degustazioni guidate hanno avuto come obiettivo quello di valorizzare la biodiversità del territorio milazzese e delle isole Eolie attraverso proposte enogastronomiche sostenibili e di grande qualità.
Protagonisti in maniera particolare sono stati i grani antichi, il recupero di ettari destinati a queste piantagioni, i pesci dimenticati e il sostegno alla pesca sostenibile. Ai dibattiti, moderati da Saro Gugliotta, hanno preso parte, portando i saluti istituzionali di benvenuto all’evento, il sindaco di Milazzo Pippo Midili e per il Gal Tirreno Eolie Claudia Bruno.
“Abbiamo volutamente organizzato un evento enogastronomico all’interno castello – precisa il primo cittadino – Fare turismo valorizzando le realtà dei territori che fanno parte del gruppo di azione locale del Gal è importantissimo. In questo modo abbiamo unito la storia e la cultura facendola conoscere tramite i prodotti enogastronomici. Vorrei che questo evento, finanziato dalla Regione Siciliana, diventasse un appuntamento fisso in modo da poter far conoscere sempre più piccole realtà sconosciute”.
“Obiettivo primario del Gal è incentivare il turismo. Quello esperienziale in modo particolare – ha detto Claudia Bruno – Che passa anche e soprattutto dai prodotti enogastronomici. Rivalutare e apprezzare i cibi poveri, sconosciuti o dimenticati diventa attrattiva per chi vuole essere coinvolto non solo nella semplice visita dei luoghi”.
Al primo workshop “Colture resilienti nei territori fragili” hanno portato le loro testimonianze Antonello Cincotta, produttore di grani antichi eoliani e Daniela Virgona, dell’omonima azienda agricola di Salina. Dall’agricoltura alla pesca. Durante l’iniziativa, che si è svolta domenica scorsa, sono state prese in considerazione anche le specie ittiche presenti nell’Area Marina Protetta.
“Negli ultimi anni abbiamo registrato un notevole incremento della fauna marina – ha spiegato Giovanni Mangano durante il suo intervento – questo è il risultato del nostro lavoro fatto di regole e metodi di pesca sostenibili.“
“Il rispetto delle regole – interviene Alessandro Sarro comandante della Capitaneria di Porto – avviene anche tramite il nostro lavoro di sorveglianza. Ma noi lavoriamo anche e soprattutto per far conoscere l’area marina protetta e valorizzarla.“
Tra i relatori del secondo workshop “Il gusto della pesca sostenibile nell’Area Marina Protetta Capo Milazzo” ha preso parte anche la docente universitaria e componente del consiglio di amministrazione dell’AMP Ivana Bonaccorsi.
“Io – ha detto – per UniMe sono la responsabile insieme alla professoressa Paola Donato. Il nostro compito è valutare, con metodi analitici avanzati, la qualità del pescato (cefalopodi) nelle zone a basso impatto antropico (AMP – Capo Milazzo). Verrà svolto uno studio mirato al confronto con il pescato proveniente da zone caratterizzate da una importante antropizzazione (maggiore presenza di inquinanti), per stabilire anche la qualità e la sicurezza dal punto di vista nutrizionale di cefalopodi (calamari, seppie e polpi) pescati nei nostri mari“.
Tra le tante degustazioni offerte, era presente anche il sushi, ma in veste siciliana. Tutti gli ingredienti utilizzati da Maria Grazia Pizzurro erano infatti esclusivamente territoriali. Gli ospiti hanno potuto assaggiare inoltre la lasagna con Grano Antico Eoliano: nella ricetta la zucca, la salsiccia di Suino Nero e il Maiorchino.
Quindici i produttori locali che hanno offerto le degustazioni all’interno del Convento delle Benedettine: La Macina, Azienda Agricola Mandarano, Azienda Agricola Virgona, Pagnotta è Salute, Ruggeri Olii, Cantine Colosi, Conte Luciese, Azienda Agricola e Zootecnica La Quercia, Azienda Agricola Vasari, Gastronomia Monnalì, Cuoca Per Natura Maria Grazia Pizzuro, Civico 147, Tratto- Bistrot M’Arricriu, Osteria Settiti e Mancia, Ristorante Damare.

























