
Con la legge n. 92 del 30 marzo del 2004 è stata istituita una giornata per rinnovare la memoria delle vittime delle Foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.
Le foibe sono delle vere e proprie voragini nel terreno, inghiottitoi carsici, tipici della regione Venezia Giulia, dove quasi ottant’anni fa, venivano gettati gli italiani, istriani, fiumani e dalmati o comunque gli oppositori del Maresciallo Tito. Il 10 febbraio ricorre, quindi, il “Giorno del ricordo” in memoria di questa pagina nera della nostra storia.
Per questo motivo, L’IC “Capuana”, diretto dalla Dott.ssa Carmela Pino, ha organizzato un incontro con il comandante della Polizia di Stato Dott. Rugolo
al fine di far riflettere gli alunni su questa dolorosa tragedia.
Il Vicequestore Rugolo all’inizio, dopo essersi presentato, ci ha parlato in generale delle foibe, effettuando degli approfondimenti sui tragici eventi storici. Ci ha spiegato che sono state registrate più di 1700 foibe e che non è quantificabile il numero delle vittime perché è risultato impossibile esaminare tutte le foibe utilizzate, ma le stime parlano di più di 10.000 persone uccise, gettate spesso ancora vive nelle cavità rocciose.
Subito dopo ci ha narrato l’interessante storia di Giovanni Palatucci, un poliziotto italiano vissuto negli anni della Seconda guerra mondiale che ha salvato all’incirca 5000 persone dalla morte; purtroppo, però, venne scoperto e morì nel campo di concentramento di Dachau il 10 febbraio 1945.
In seguito, il Vicequestore ha trattato altri due piaghe sociali molto attuali: il bullismo e lo spaccio di droga. Il bullismo consiste in una serie di atti verbali o fisici esercitati da un bullo o un gruppo di bulli contro una vittima,
mentre la droga è una sostanza naturale o sintetica che, se iniettata, sniffata o ingerita causa gravi danni all’organismo.
Il Dott. Rugolo ci ha quindi spiegato come agiscono le Forze dell’Ordine in caso di bullismo che arriva ad istigare al suicidio o in caso spaccio di droga, anche tra minorenni, e ha spiegato come comportarsi in caso in cui ci si ritrovi in queste situazioni: avvertire un adulto e se necessario chiamare la polizia.
Inoltre, abbiamo partecipato attivamente all’incontro ponendo delle domande riguardanti sia gli argomenti trattati che le modalità di intervento della Polizia di Stato in determinate situazioni di pericolo.
Io ho posto alcune domande tra cui: – Come fate a mantenere la calma interrogando un assassino o un violentatore -? Il Vicequestore mi ha risposto che prima di entrare nell’Arma, seguono dei corsi di psicologia appositi che aiutano, appunto, a mantenere la calma. Un’altra domanda che ho posto è stata: – Se un bullo provocasse, con la propria istigazione, un suicidio e magari il genitore, per proteggere il figlio, desse false testimonianze, come agireste? Il Vicequestore mi ha risposto che innanzitutto farebbero delle indagini per capire se veramente quella persona ha detto false informazioni e poi, in caso fosse vero, sarebbe posto sotto processo. Insomma, questo incontro è stato molto istruttivo poiché ci ha permesso di approfondire argomenti importanti e ci ha istruito anche su come comportarci in determinate situazioni.
Linda Brancato, Classe 3° A Verga – IC “Capuana – Barcellona P.G.














