Barcellona: interessante incontro su etnomusicologia e della nascita della SOFOS

- Cultura, Attualità

Sabato 6 gennaio, presso la libreria Gutenberg di Giovanni Mazzeo, si è svolto un interessante incontro con gli etnomusicologi Giuliana Fugazzotto, barcellonese che vive e opera a Bologna,  e Mario Sarica, direttore del Museo cultura e musica popolare dei Peloritani. I due studiosi si sono soffermati inizialmente sulle problematiche legate alla conservazione del patrimonio culturale rappresentato dai canti incisi nei dischi a 78 giri, una grossa rivoluzione che, oltre a conservare e tramandare canti e musiche, ha avuto la funzione di mettere a confronto varie culture, soprattutto negli Stati Uniti, uno dei campi di indagine di Giuliana Fugazzotto, autrice di libri incentrati sui musicisti siciliani oltre oceano. Si è poi parlato della nascita nel 1928 della Discoteca di Stato (oggi Istituto centrale  per i beni sonori ed audiovisivi),  fondata grazie al lascito di Rodolfo De Angelis, delle prime incisioni discografiche italiane avvenute a Napoli nei primi anni del Novecento, della nascita del diritto d’autore negli Stati Uniti.

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La Fugazzotto ha poi annunciato la recentissima fondazione della SOFOS, Società italiana di studi sulla fonoriproduzione storica, con sede proprio nella Discoteca di Stato a Roma. Dopo anni di ricerca e studi sui supporti antichi, è riuscita a creare questa struttura che si prefigge di organizzare studi organici, realizzare il catalogo discografico dell’industria fonografica di Napoli (che al momento non esiste), studiare gli standard per la riproduzione dei vecchi dischi, la pubblicazione di un Bollettino on-line per la divulgazione delle ricerche, l’apertura di una pagina facebook. E’ previsto un convegno nazionale a Roma il 25 maggio proprio sul suono riprodotto.  Presidente della SOFOS è Giuliana Fugazzotto, coadiuvata da Anita Pesce, Sergio Alfonsi, Massimiliano Lopez e due collezionisti di dischi. Infine è stato proposto l’ascolto di un brano, “Sta terra nun fa pi mia”, inciso negli Stati Uniti dalla siciliana, forse palermitana, Rosina Gioiosa Trubia, operante dal 1924 al 1930, autrice delle incisioni di 18 matrici. Il brano è stato fatto ascoltare in tre versioni: nella riproduzione originale attraverso un fonografo, nella riproduzione attraverso un giradischi e infine la versione restaurata digitalizzata. Questo per far vedere come al variare dei supporti cambi anche il suono e quindi la modalità di ascolto; questo è importante per capire come operare nel migliore dei modi per salvaguardare un immenso repertorio discografico spesso sconosciuto e dimenticato.