La donna ha accusato l’ex marito, quindi indagato e sottoposto a regime carcerario. Ieri, il Tribunale del riesame ha disposto l’immediata scarcerazione per mancanza di gravi indizi di colpevolezza
Lo scorso 18 novembre è balzata agli onori della cronaca la notizia che riportava i fatti relativi a un’aggressione all’interno di un’abitazione di Castroreale.
La donna, compagna dell’uomo con cui è stata vittima dell’aggressione, nel formulare la denuncia presso la Stazione Carabinieri di Castroreale accusava come uno dei due responsabili l’ex marito indagato. La signora aveva raccontato ai Carabinieri di essere certa di aver riconosciuto, nonostante il volto travisato, l’ex marito e con molta probabilità il figlio di lui, avuto con un’altra donna. Le movenze e gli occhi di uno dei due uomini, secondo l’aggredita, non lasciavano spazio all’immaginazione.
Formalizzata la denuncia, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona emetteva un provvedimento con cui disponeva il fermo nei confronti dei due indagati, ipotizzando i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di fuga. Così, il 20 novembre, l’ex marito della donna veniva arrestato dal Nucleo Radiomobile di Barcellona P.G. a Ragusa, dove si trovava presso dei familiari. Il 22 novembre ha avuto luogo, dunque, sempre a Ragusa, l’udienza di convalida del fermo presso la Casa Circondariale del luogo, davanti al GIP. Dall’interrogatorio, è emerso che l’uomo negava gli addebiti, specificando che negli orari e nella giornata dei fatti lui si trovava a Comiso dalla figlia. A provare l’eventualità, diverse circostanze tra cui anche un’operazione di pagamento presso un distributore di benzina, dove aveva fatto rifornimento pagando con bancomat.
Nonostante questa versione dei fatti, il GIP di Ragusa ha convalidato il fermo ed emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere. Contestualmente, disponeva la trasmissione degli atti alla Procura competente – quella di Barcellona P.G. – perchè si provvedesse alla conferma dell’ordinanza entro i 20 giorni canonici.

vverso l’ordinanza emessa dal GIP presso il Tribunale di Barcellona P.G., il difensore – Avv. Sebastiano Campanella – ha interposto ricorso del riesame ex art. 309 cpp.. Ne è conseguita una corposa attività di investigazione difensiva del legale dell’uomo. L’avvocato, dopo aver sentito i familiari indicati dal suo assistito nell’interrogatorio di garanzia e i datori di lavoro dello stesso, ha acquisito anche diversa documentazione tra cui: messaggi di testo, messaggi vocali, video che attestavano la presenza dell’indagato a Comiso in quella giornata e in orari incompatibili con le accuse mosse verso di lui.
L’avv. Campanella, inoltre, ha acquisito la documentazione che ha attestato il pagamento tramite bancomat al rifornimento di benzina di Comiso ben 13 minuti dopo i fatti di aggressione alla coppia di Castroreale.
Il Tribunale del Riesame, lo scorso 18 dicembre, ha celebrato l’udienza prendendo atto di tutta la vicenda e ieri mattina è stato depositato il dispositivo dell’ordinanza che ha annullato il provvedimento del GIP e disposto l’immediata scarcerazione dell’uomo per mancanza di gravi indizi di colpevolezza.














