24liveSchool, progetto ‘PretenDIAMO Legalità’: la Polizia di Stato incontra gli alunni della Foscolo

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Tra le tante attività per la promozione della formazione sociale e civica dei suoi alunni, mercoledì 22 marzo 2023 l’Istituto Comprensivo “Foscolo” di Barcellona Pozzo di Gotto ha organizzato un interessante incontro con la Polizia di Stato per trattare alcune tematiche che coinvolgono in primo piano i ragazzi e che riguardano la legalità.

Nell’ambito del progetto nazionale “PretenDiamo Legalità”, tutte le alunne e alunni delle classi terze della scuola secondaria di 1° grado, hanno in particolare potuto ascoltare il Vice Questore dott. Antonio Rugolo del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Barcellona Pozzo di Gotto che, accompagnato dal Sovrintendente Corrado Bellinvia, ha voluto soprattutto interagire con loro più che trasmettere semplici informazioni.

La Dirigente Scolastica Felicia Maria Oliveri, la prof.ssa Michaela Munafò, referente per la Legalità, e il prof. Giuseppe Sciotto, referente per la “Prevenzione al bullismo e cyberbullismo” – che hanno voluto fortemente questo momento di approfondimento – nel porgere i loro saluti hanno sottolineato che sicuramente le tematiche su cui sensibilizzare i giovani sono molteplici, ma per l’occasione si è voluto principalmente dare priorità alla sicurezza in Rete e quindi alla prevenzione del bullismo online, senza tralasciare tuttavia anche altre problematiche come la violenza giovanile, l’uso di sostanze stupefacenti o il vandalismo, che purtroppo dilagano sempre più tra gli adolescenti negli ultimi tempi, anche nel territorio barcellonese.

Dopo ciò il vicequestore Rugolo ha preso la parola e ha dialogato con gli alunni, spiegando loro dapprima come si manifestano il bullismo e il cyber bullismo, per capirne similitudini e differenze. Il bullismo, ad esempio, ha principalmente una “scaletta”: il bullo che prende di mira qualcuno; la vittima che viene “bullizzata”, e il “gruppo”, ossia coloro che, per fare bella figura con qualcuno o per non essere loro stessi possibili vittime, seguono il bullo e operano per conto suo. Poi ci sono anche le persone che notano tutto dall’esterno, ma si limitano a sghignazzare e a commentare ciò che succede, restando passivi al di fuori. Ma questo restare passivi è anch’esso da condannare – è stato sottolineato – perché non si deve aver paura di dire la verità, e non si è una spia se si fa ciò che è giusto fare. Per quanto riguarda il cyberbullismo, invece, esso è spesso dai ragazzi ritenuto “meno grave” perché non c’è contatto fisico, ma è comunque importante prevenire questo fenomeno perché, in moltissimi casi purtroppo, le vittime arrivano al punto di togliersi la vita. Una delle differenze tra bullismo e cyberbullismo è inoltre il fatto che, nel primo caso, una volta a casa non si è più “sotto attacco”, mentre nell’altro caso si è perseguitati anche lì, sui videogiochi o in chat, perché su Internet c’è un mondo intero ed ognuno è pronto a criticare ed attaccare qualcuno, a diventare “hater”.

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Come ha spiegato il vicequestore, questi sono eventi che si cerca di eliminare da tempo, ma ancora non si è messo un punto, perché esporsi online vuol dire soprattutto esporsi agli altri, e questo da una parte va bene ma d’altro canto si deve poter essere tutelati per evitare inconvenienti. Un ragazzo minorenne, inoltre, molto spesso non è in grado di difendersi da questi attacchi e per questo, quando qualcuno non ha abbastanza forza, deve chiedere aiuto: alla scuola, ai propri genitori, ad un parente, ad un insegnante, alle Forze dell’Ordine… Perché è fondamentale chiedere aiuto, soprattutto a persone più grandi, cercando dei consigli e parlando dei propri problemi. È meglio che confrontarsi con un coetaneo, anche se spesso non ci si sente capiti dai genitori, perchè parlare di questi fatti con persone adulte, e sicuramente con più maturità, aiuta più di quanto non possa fare l’amico. Non va ignorato, inoltre, che dopo essere stati oggetto di cyberbullismo o bullismo spesso molti ragazzi non sono in grado di risalire a galla e hanno bisogno di una “spinta”, che magari può venire da uno psicologo, un genitore, ma anche un centro di riabilitazione. Perché non sembra, ma le vittime soffrono moltissimo e potrebbero non riuscire più ad uscire di casa, tendendo ad isolarsi in sé stessi e chiudendosi in una bolla per non essere feriti ancora una volta, diventando un “hikikomori”, come si dice adesso.

Queste ed altre le parole del dott. Rugolo che, in seguito, ha anche spiegato ai ragazzi il grado di punibilità se dei minori di 18 anni commettono un reato o violano la legge, o i vari tipi di processo che possono subire, passando poi, su sollecitazione delle tante domande e curiosità poste riguardo a vari argomenti, a parlare anche dei recenti fatti di cronaca che hanno turbato la comunità coinvolgendo adolescenti, o del contrasto all’uso di droghe e della prevenzione di comportamenti illegali di cui spesso i minori non hanno percezione. Riguardo all’uso di alcol, droga e fumo, “l’alcol e la droga bruciano il cervello e il fumo i polmoni” – ha ribadito il Vicequestore – specificando che molti ragazzi fanno però uso di queste sostanze senza rendersi conto di rovinarsi la vita non solo fisicamente ma anche socialmente, poiché in futuro non potranno svolgere determinate professioni, come ad esempio entrare in Magistratura o fare un concorso nelle Forze dell’Ordine. In seguito a queste precisazioni, gli alunni hanno poi posto tante altre domande al dott.Rugolo, che ha risposto in maniera semplice e chiara ad ognuna di esse e ha poi salutato i ragazzi complimentandosi per l’attenzione dimostrata.

Al di là dell’importante tematica affrontata, questa giornata è stata sicuramente molto significativa per tutti gli alunni della scuola secondaria “Foscolo” che hanno partecipato al momento di confronto con i rappresentanti della Polizia di Stato. Essa ha infatti rappresentato un importante momento di riflessione sulle tematiche della legalità nei suoi molti aspetti e, anche a fronte del preoccupante diffondersi di episodi di violenza e devianza minorile in città, l’incontro e le parole del Vicequestore Rugolo hanno permesso ai ragazzi di comprendere come molte delle problematiche che affliggono gli adolescenti e i giovani di oggi, adulti di domani, siano legate proprio al mancato rispetto o alla totale ignoranza delle regole di convivenza nella società, non solo violazione delle leggi, comportamenti sbagliati che si trasformano facilmente in illegalità in tutte le sue forme e che devono per questo essere riconosciuti ed eliminati, per evitare che portino a condotte socialmente condannabili e all’ingresso nel mondo della criminalità organizzata.

Aurora Miano

Classe III, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G. (ME)

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