L’Istituto Comprensivo Capuana dona la “Colomba della Pace” al Servizio di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza di Barcellona Pozzo di Gotto

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Ieri Mercoledì 6 luglio 2022, in occasione dell’inaugurazione della sala dedicata alle attività del servizio del “Gruppo Ado”, gruppo esperienziale, la Dirigente Scolastica dell’I.C. Capuana, Dott.ssa Carmela Pino, ha donato il maxi elaborato pittorico “Colomba della Pace” alla Dott.ssa Anna Maria Randazzo, Dirigente Medico Referente del Servizio di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza di Barcellona Pozzo di Gotto.
La “Colomba della Pace” (tempera e acrilico su carta, 450 x100 cm, Aprile 2022) è stata realizzata nell’ambito del più ampio Progetto di Arte “Giovanni Verga e l’Arte visiva”, in occasione delle celebrazioni del Centenario Giovanni Verga, promosso dalla Dirigente Pino, ideatrice la prof.ssa Angela Saja, docente di Arte e Immagine, Scuola sec. Verga.
Si tratta di un omaggio che le alunne e gli alunni (Classi IV A t.p. – IV B t.p. Scuola primaria Capuana – Classe II B Scuola sec. Verga), in questo periodo storico difficile, hanno fatto all’Artista ucraina Maria Prymachenko (1909 – 1997, Bolotnya, Ucraina), che nel 1982 dipinge una colomba bianca in volo immersa in uno stilizzato prato di tulipani, ed all’artista contemporanea Yayoi Kusama (Matsumoto, 22 marzo 1929) famosa per i suoi motivi a punti ripetuti.
Un omaggio che possa essere letto come simbolo e messaggio di Pace per tutti noi, un buon auspicio per il nostro futuro.
L’artista naïf Maria Prymachenko, ammirata in tutto il mondo e in vita anche da Pablo Picasso e Marc Chagall, è stata una pittrice esponente della pittura popolare e dello stile naif dell’Ucraina. Artista autodidatta, si è occupata di pittura, ricamo e ceramica.
“La sua è stata un’esistenza difficile, segnata anche dalla disabilità, che in netto contrasto con la vitalità delle sue opere, si eleva oggigiorno a emblema di pace e di coraggio offrendo lo spunto per analizzare un fondamentale spaccato dell’arte ucraina.”
La sua figura è stata portata alla ribalta delle cronache a causa della guerra in atto in Ucraina, suo Paese natale, e per la perdita di 25 sue opere a seguito della distruzione del Museo di Storia Ucraina a Ivankiv.
L’altra artista a cui gli alunni si sono ispirati per l’elaborazione del maxi dipinto è Yayoi Kusama, nata nel 1929 a Matsumoto, in Giappone, figlia di una famiglia dell’alta società. “Fin da bambina ha iniziato ad avere allucinazioni visive e uditive, percependo un’aura particolare intorno ad alcuni oggetti e sentendo gli animali parlare. Il suo modo di reagire è stato appoggiarsi all’arte: con l’ausilio di una semplice matita ha iniziato a riprodurre ciò che faceva parte di questo mondo, trasformando l’ARTE IN UN ANTIDOTO.
Appassionata di pittura, è stata ostacolata in tutti i modi dai genitori, che volevano relegarla ad un ruolo minore: proprio da quel momento la Kusama ha iniziato a ribellarsi al sistema, sognando di abbandonare il Giappone non appena ne avesse avuto la possibilità. Dedicandosi con grande dedizione allo studio dell’arte, un giorno trovò in un negozio un libro con i dipinti di Giorgia O’Keeffe, moglie di Alfred Stieglitz, e prese la decisione di scriverle.
Fu proprio dopo aver ricevuto la sua risposta che per Yayoi Kusama si spalancarono le porte degli Stati Uniti, trasferendosi prima a Seattle e poi a New York. Dopo un periodo di difficoltà, la geniale artista giapponese iniziò ad esporre le sue prime creazioni, consolidando poi sempre di più la sua posizione nell’avanguardia newyorkese e diventando a tutti gli effetti una rivoluzionaria.


Dopo anni di intensa produzione, in cui ha esposto nei più grandi musei del mondo, nel 1975 la Kusama decise di tornare in Giappone per ricoverarsi in un ospedale psichiatrico di Shinjuku, a causa di alcuni problemi alla vista e delle allucinazioni. Dal 1977 è diventata ospite fissa presso il Seiwa Hospital a Tokyo, ma questo non le ha in alcun modo impedito di affittare un atelier davanti all’ospedale, in cui si reca ogni giorno per dipingere. In questi anni infatti ha continuato a scrivere e a lavorare, collaborando anche con celebri brand di moda, come Louis Vuitton e Lancôme, e dedicandosi anima e corpo alla sua ricerca.”
Due significative artiste che hanno fatto dell’Arte la loro “cura”.