Lo tsunami di “Amuri”, originato dalla penna di Catena Fiorello Galeano, ha raggiunto la città di Barcellona Pozzo di Gotto.
“Amuri” è il titolo dell’ultimo romanzo dell’autrice (che, edito da Giunti, sta avendo ovunque un successo travolgente come uno tsunami ed è stato presentato nella splendida cornice di villa Primo Levi) e la scelta del titolo in siciliano è particolarmente significativa: la parola “amuri” ha un significato più profondo e ampio dell’italiano “amore”, il siciliano (sia che lo si riconosca come lingua sia che lo si pensi come dialetto) raggiunge una dimensione più viscerale e profonda e giunge lì dove si radica l’identità di un popolo e l’identità di un popolo isolano, come quello siciliano, è particolarmente forte e marcata.
L’identità di chi vive nelle cosiddette isole minori, come ad esempio le Isole Eolie, è ancor più marcata e forte (tanto che si può dire, per certi versi, che l’eoliano è un siciliano all’ennesima potenza). E proprio nelle Isole Eolie è ambientata gran parte della storia, più precisamente nell’isola di Alicudi, che nel testo è chiamata col suo nome siciliano “Arcudi” proprio per rappresentare il legame forte degli “arcudari” (gli abitanti dell’isola) con la propria comunità e con la propria isola. “Amuri” è un romanzo di amore ma qui per amore si intende amor proprio, amore per la propria famiglia e per la propria terra.

La protagonista, Isabella, vive a Roma e attraversa un periodo particolarmente difficile e così intraprende un viaggio, un viaggio che è insieme interiore e fisico poiché per capire meglio sé stessa torna nell’isola da cui proviene gran parte della famiglia (i nonni materni, la madre e lo zio) e dove da un lato ha vissuto i momenti più felici della sua vita e dall’altro qualcosa di misterioso ha quasi distrutto la sua famiglia. Come una novella Antigone (il personaggio del mito greco-antico che si ribella alla legge umana che considera ingiusta, in nome di un concetto più alto di legge) Isabella, contro ogni consiglio, si ribella alla mediocrità del suo matrimonio e alle incomprensioni che hanno allontanato i suoi genitori e il resto della famiglia.
Nel suo viaggio sarà accompagnata da personaggi assolutamente affascinanti: il saggio e ingegnoso Daniel, appassionato suonatore di chitarra, laureato in filosofia e dispensatore di “lezioni di filosofia in pillole” (interessante la sua spiegazione dei tre modi di intendere il tempo per i Greci e grazioso il riferimento a Nietzsche e Spinoza) e aspirante scrittore; la tormentata Sveva, bellissima nobildonna che dopo un terribile dolore si rifugia nell’isola con la speranza di curare le ferite della sua anima; Santa, l’affittacamere dal cuore grande; Saro, l’australiano che non ha mai dimenticato “l’amuri”. Questi e tanti altri sono i personaggi del romanzo, che in poco meno di 300 pagine coinvolge grazie a uno stile avvincente e a una storia ben costruita.

Di questo e tanto altro si è parlato nella presentazione che si è tenuta nella città del Longano. Accanto a Catena Fiorello Galeano c’era l’assessore alla cultura Viviana Dottore che, non solo ha rappresentato le istituzioni porgendo i saluti del primo cittadino e dell’Amministrazione comunale, ma ha presentato l’autrice, l’ha affiancata nella presentazione e ha conversato con lei mostrando di aver letto e apprezzato il romanzo. L’autrice ha parlato del suo lavoro di scrittrice, di come stia attenta a che le sue storie non abbiano una morale ben precisa perché ogni lettore ci possa liberamente trovare qualcosa di suo e di come i personaggi abbiano vita propria alle volte imponendo certe direzioni non previste (la scrittrice fa riferimento all’episodio del viaggio di Isabella a Palermo, che nella prima stesura non c’era) altre volte quasi insegnando qualcosa di nuovo all’autore stesso.
Catena Fiorello Galeano ha spiegato che “Amuri parla di noi, parla dei non detti che ci sono nelle famiglie. È la storia di una ragazza che vuole salvare la propria famiglia”. Perché alle volte sono i figli che devono prendere per mano i genitori e dar loro forza. Sollecitata dagli interventi di Viviana Dottore, l’autrice si è soffermata sul valore del tempo (“Quasi sempre ci si accorge di non aver dedicato sufficiente tempo a qualcosa o qualcuno quando ormai è troppo tardi. Pochi si rendono conto in tempo utile e rimediano”) e, accennando alla vicenda di Franca e Saro (la madre della protagonista e il suo primo amore), ha invitato a diffidare di chi dice “per il vostro bene” (citando la nota saggista e psicoterapeuta Gianna Schelotto e il suo libro “Per il tuo bene. Piccoli crimini in nome dell’affetto”).
Catena Fiorello Galeano ha poi invitato sul palco due giovani, Alessio e Claudia, che le avevano in precedenza rivelato di aver visitato Alicudi dopo aver letto “Amuri” e li ha invitati a riferire al pubblico le suggestioni che la storia e l’isola hanno trasmesso loro. La serata si è conclusa con il rito del firmacopie e il proposito di visitare le Isole Eolie, soprattutto la magica Arcudi.




























