Santo Crisafulli racconta da emigrato in Australia il suo legame con la sua terra natia

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C’è chi parte dalla Sicilia in cerca di un nuovo destino e ne serba semplicemente il ricordo nel cuore e chi, pur lontano da anni, dà continua testimonianza del suo forte legame con la terra d’origine. Uno di questi è Santo Crisafulli, artista di origine barcellonese che da anni vive in Australia dove si è fatto promotore di innumerevoli iniziative culturali presso gli italoaustraliani. È stato così che un suo antico amico ne ha trovato traccia sul web, inseguendo un tortuoso percorso tra link e url di vario tipo, e ha riallacciato i contatti smarriti nel tempo. L’alto valore dell’opera di Crisafulli gli ha fatto conquistare una speciale onorificenza concessagli dalla Presidenza della Repubblica italiana: il cavalierato della Stella d’Italia. Così l’occasione della distribuzione in Italia del suo libro “Versi e Colori”, pubblicato con testi in tre lingue (italiano, inglese e siciliano) ha dato l’opportunità di far conoscere questo poliedrico artista (poeta, scrittore, sceneggiatore, regista e attore) alla cittadinanza barcellonese.

Per l’occasione si è mobilitato l’attore Giuseppe Pollicina, nelle vesti di presentatore dell’evento, l’amministrazione comunale della città del Longano e un gran numero di artisti. Nell’auditorium del Parco Maggiore La Rosa, in un sereno pomeriggio domenicale, c’erano il prof. Alfredo Petralia, l’antico amico dell’artista, assieme alle attrici Cinzia Livoti, Melinda Livoti e Cettina Aliquò e ai musicisti Silvia Pianezzola e Giuseppe De Luca. Non si è trattato della solita presentazione di un libro, con paludate relazioni e scontate congratulazioni. È stato un vero spettacolo, vivace e coinvolgente. Il commosso discorso del prof. Petralia (docente universitario in pensione) era accompagnato da suoni e immagini; la presentazione di Pollicina aveva l’usuale briosità dell’uomo di spettacolo; l’intervento di Santo Crisafulli, accanto all’attrice e co-presentatrice Cinzia Livoti, è stato vivace e divertente; coinvolgenti e commoventi gli intermezzi musicali e i brani recitati dalle due attrici, Melinda Livoti e Cettina Aliquò.

A rendere ancora più speciale l’evento è stata la qualità intrinseca del libro presentato, che combina le poesie e le prose di Crisafulli ai dipinti di un altro artista d’origine siciliana che vive in Australia: Domenic Gullifa, originario di Scaletta Zanclea. Il libro è «una testimonianza vivente di due artisti che, incontratisi per caso, si sono trovati ad esprimere gli stessi sentimenti e gli stessi stati d’animo derivanti dalle loro nuove esperienze di vita, in un paese diverso dal proprio». Il messaggio comune all’opera di Crisafulli e di Gullifa è la descrizione del dolore dell’emigrato che è costretto a separarsi dalla terra del cuore per cercare in una terra incognita migliori condizioni di vita. L’autore e le attrici hanno letto diverse poesie del libro che sono entrate dirette nel cuore dei presenti: “L’addio”, “L’abbraccio”, “Didgeridù” (dal nome dell’antico strumento a fiato degli aborigeni australiani), “The migratory bird” riletto anche in versione siciliana come “L’aceddu migraturi”. Quadri e poesie sono stati fatti in tempi diversi e seguendo il percorso personale di ciascun autore, ha spiegato Crisafulli, ma messi insieme mostrano una singolare sintonia come se fossero stati creati per stare assieme. Il tema dell’emigrante è rappresentato nei dipinti di Gullifa dalla figura del pescatore (dal mestiere del padre dell’illustratore) che sintetizza in modo significativo chi è costretto a lasciare casa per affrontare l’incognito per bisogno e per avere un futuro per sé e la famiglia.

Santo Crisafulli ha raccontato con commozione tra condizione in cui vive ogni italoaustraliano, sospeso in un ponte ideale tra due terre lontanissime, non completamente italiano né pienamente australiano, facendo riferimento all’esperienza di vita della figlia. Particolarmente apprezzati gli interventi degli assessori Nino Munafò e Angelita Pino che hanno auspicato un futuro in cui nessuno sia più costretto a lasciare la terra d’origine per ricercare altrove un’incerta fortuna nonché le qualità vocali del mezzosoprano Silvia Pianezzola e l’abilità al clarinetto del Maestro Giuseppe De Luca. Al termine dell’evento è stato offerto un gradito rinfresco a tutti i presenti.