L’Associazione Nazionale Carabinieri di Barcellona P.G., ieri mattina, ha rinnovato il ricordo del Carabiniere Mario Pantaleo La Spada che fu ucciso in città il 24 settembre 1985. A 31 anni esatti da quella rapina in una gioielleria che costò la vita al Carabiniere La Spada Medaglia d’Argento al Valor Civile e che ferì il collega Angelo Schepis, ieri presente e commosso, è stata celebrata una Santa Messa in suffragio della sua anima nella Basilica di San Sebastiano, presieduta da Padre Tindaro Iannello ed animata dalla voce di Benedetta Di Stefano sulle note dell’organo eseguite da Felice De Pasquale. Subito dopo, un corteo accompagnato dalla Banda “P. Mandanici” di Barcellona si è diretto verso la Piazza San Sebastiano, arricchito dalla presenza del Capitano della locale Compagnia dei Carabinieri, Fabio Valletta, dall’Assessore Gianluca Sidoti in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, dagli alunni della Scuola Primaria “L.Capuana”, dalle sezioni limitrofe dell’A.N.C., da numerose rappresentanze delle Associazioni di Volontariato del territorio.
Dopo l’Inno di Mameli e la deposizione della corona d’alloro nel luogo in cui il Carabiniere perse la vita, Martina Parisi ha poi intonato con la sua tromba Il Silenzio. Sono seguiti i ringraziamenti del Presidente A.N.C. di Barcellona P.G., Giuseppe Calabrese e dell’Assessore Gianluca Sidoti, il quale ha ricordato gli eroi cittadini che hanno perso la loro vita durante l’esercizio del loro lavoro ed “ai quali va il nostro più sentito ringraziamento per i loro sacrifici e per averci dato l’esempio, svolgendo con devozione il loro ruolo. Questi uomini – ha aggiunto Sidoti – hanno scritto la storia, la nostra storia sentendo in maniera spiccata l’appartenenza allo Stato, un valore che sento ancora più mio se penso alla mia delega alle Politiche Giovanili. Mi preme, infatti, lavorare per trasmettere proprio ai giovani esempi sani di civiltà, come quello lasciatoci dal Carabiniere Mario Pantaleo La Spada. “
Sentito, commosso, profondo e rivolto ai più giovani presenti è stato l’intervento del Capitano Valletta che, riflettendo sul sacrificio del collega, ha affermato: “Oggi vi racconto la storia di un papà che una mattina è andato a lavorare, come faceva tutte le mattine, ha salutato suo figlio di appena un anno e mezzo e sua moglie. Subito dopo, durante un normale servizio di pattugliamento è intervenuto durante la rapina in una gioielleria proprio in questo luogo, dove noi ci troviamo adesso. Uno dei malviventi fuori dalla gioielleria ha esploso dei colpi con un fucile e lo ha ucciso, ferendo anche il suo collega. Quel papà non è più tornato a casa. Ferrate furono le indagini dei Carabinieri che seguirono, ma nessuno dei presenti, non si sa come né perchè, ricordava niente. Nessuno ha dato una mano ai Carabinieri durante le indagini. La commemorazione del sacrificio di un uomo che ha ricevuto la Medaglia d’Argento al Valor Civile, ma che non è esistito più, che non c’è stato più quando suo figlio ha avuto bisogno, quando suo figlio si è sposato, accanto a sua moglie, deve servire oggi più che mai ad essere esempio per voi giovani. – ha ribadito con voce ferma il Capitano, che ha continuato – Voi dovete prendere spunto da questa commemorazione e da questa storia per essere cittadini che non si piegano, che alzano la testa, che se assistono ad un’ingiustizia hanno il coraggio di denunciarla perchè il Carabiniere Mario Pantaleo La Spada, 31 anni fa, è morto per noi, per gli uomini ma gli stessi uomini di allora non hanno capito il suo sacrificio. Voi, invece, potete capirlo e cambiare le cose.”
Suscitando la commozione dei presenti, soprattutto della vedova Nunziatina Aloi e del figlio Francesco, l’intervento del Capitano Fabio Valletta ha concluso la cerimonia di commemorazione che, certamente, si ripeterà il 24 settembre del prossimo anno.














