Antonio VastaCarmelo ImbesiCarmen ZangaràGiuseppe De Luca “Il mondo, magari non lo aveva visto mai. Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave: ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l’anima.” “La fine del mondo. Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito e, dentro quesi tasti, infinita è la musica che puoi suonare. Loro sono 88, tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu, ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di miolioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita…se quella tastiera è infinita, allora su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. Tu sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio.”
l’accettazione del diverso e l’accoglienza dell’immigrato in una società, come quella di oggi, non ancora pronta a sciogliere i nodi dell’integrazione.

Ivan BertolamiAntonio VastaGiuseppe De LucaCarmelo ImbesiCarmen Zangara
Milazzo. In scena "Novecento": quando il teatro tocca le corde dell'umano sentire
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