Fumettomania. Un nuovo linguaggio per la presa di coscienza

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Una giornata dedicata al mondo del fumetto e alle sue enormi potenzialità quella organizzata sabato scorso all’ex pescheria dall’Associazione culturale barcellonese “Fumettomania Factory”, che ha aperto la manifestazione con l’inaugurazione di una mostra conclusiva di un progetto portato avanti in collaborazione con le scuole, per continuare nel pomeriggio con la presentazione del romanzo a fumetti “Jan Karski, l’uomo che scoprì l’Olocausto”.
Un’occasione per imparare a conoscere meglio e a scoprire l’universo, spesso sottovalutato, del fumetto di qualità, destinato non solo al pubblico infantile ma anche a quello adulto, capace di farsi da mediatore di tematiche spesso abusate piuttosto che sconosciute. Un’operazione, quella di mostrare le potenzialità di questo particolare medium, portata avanti con passione da anni dall’Associazione “Fumettomania Factory”, grazie alla collaborazione dei soci, e all’impegno del presidente avv. Luigi Bambaci e dell’architetto Mario Benenati. La mostra inaugurata sabato scorso è stata l’esito di un progetto sperimentale che l’Associazione ha condotto con alcune scuole del territorio di Barcellona Pozzo di Gotto e Castroreale dallo scorso 19 novembre 2013 fino al 18 marzo 2014. In particolare, hanno partecipato alla proposta formativa gli Istituti comprensivi “Luigi Capuana”, “Bastiano Genovese”, “Ugo Foscolo”, “D’Alcontres”,  “Nino Pino Balotta”, il Liceo artistico di Barcellona Pozzo di Gotto e la Scuola media “Giuseppe Garibaldi” di Castroreale”.
Una serie di incontri di lettura e dibattiti ha infatti visto protagonisti gli alunni e gli esperti fumettisti. I bambini della scuola elementare hanno letto e analizzato “L’invasione degli scarafaggi. La mafia spiegata ai bambini” (Becco Giallo edizioni), un testo di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso che presenta un tema tanto delicato quale quello della mafia attraverso il linguaggio del fumetto. Gli alunni hanno quindi avuto la possibilità non solo di leggere il libro e farne scaturire un dibattito, ma di conoscerne direttamente gli autori, ponendo loro delle domande, confrontandosi e cimentandosi loro stessi nella complessa arte della fumettistica.
La medesima operazione, ma con un testo più impegnativo, è stata condotta con i ragazzini della scuola media, cui è stato proposto il testo “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia” (Becco Giallo edizioni), opera sempre della stessa coppia di autori siciliani.
Sulla base dell’esperienza di lettura, riflessione e confronto con lo scrittore Marco Rizzo e il fumettista Lelio Bonaccorso, gli alunni hanno così realizzato dei disegni, messi in mostra all’ex pescheria. Un progetto, come ha spiegato l’architetto Benenati, nato già nel giugno scorso, quando la stessa Associazione è riuscita a portare a Barcellona Pozzo di Gotto il fumettista inglese Brian Talbot. Grazie anche alla collaborazione dell’Amministrazione comunale, sono state coinvolte le scuole, così da diffondere anche tra i più piccoli la cultura del fumetto mediatore di letture impegnate, capace di coinvolgere anche i meno affezionati ai libri, grazie all’utilizzo delle immagini.
Al piano di sopra della mostra sono state esposte le opere originali e le stampe finali dei disegni contenuti nel romanzo a fumetti “Jan Karski. L’uomo che scoprì l’Olocausto” (Rizzoli Lizard), opera di Bonaccorso e Rizzo, che stavolta si sono cimentati in una tematica diversa, dando spazio al personaggio e alla vicenda del polacco Jan Karski, protagonista e testimone scomodo del dramma della Shoah, la cui opera è poco conosciuta in Italia.
Ispirato da un trafiletto apparso su un quotidiano nazionale, il giornalista, oltre che scrittore, Marco Rizzo ha deciso di iniziare un nuovo impegnativo progetto dedicandosi a un uomo che evase da un gulag e dal ghetto di Varsavia, sopportò le torture delle SS e sfuggì al fuoco dei bombardamenti. Tentò di raccontare la sua verità, ma non venne creduto, forse perché scomodo ai differenti e opposti protagonisti del Secondo conflitto mondiale. Una voce che dovette sopportare l’incredulità e l’indifferenza dei potenti, e che poté raccontare le proprie memorie solo a fine conflitto, memorie raccolte nel libro autobiografico “La mia testimonianza davanti al mondo”, da cui trae poi spunto il graphic novel.
Al romanzo a fumetti è stato dedicato l’incontro nel pomeriggio, cui hanno partecipato non solo gli autori Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, l’architetto Mario Benenati e l’assessore alle Politiche Culturali Raffaella Campo, presenti anche in mattinata, ma anche il dott. Gino Caruso, che nella sua relazione ha abilmente delineato il quadro storico della vicenda che vede protagonista l’eroe polacco cui, tra l’altro, in Polonia, è stato dedicato l’anno 2014.
Durante la presentazione del libro gli autori hanno esposto la genesi e l’iter di formazione dell’opera, spiegando quali siano le tecniche e le strategie comunicative del fumetto, che si qualifica non quale sintesi di un romanzo classico, ma come medium alternativo e spesso maggiormente fruibile ai giovani lettori. Dopo l’interessante descrizione, da parte dell’autore dei testi Marco Rizzo, dell’opera di stesura e modulazione del linguaggio partendo da una vicenda realmente e tragicamente accaduta, il fumettista Lelio Bonaccorso ha invece mostrato quali siano le tecniche per trasmettere la tragicità della narrazione attraverso il disegno. Tratti spigolosi, colori spenti, capacità nel rallentare piuttosto che accelerare il racconto, ma soprattutto una grande abilità, sono gli ingredienti che caratterizzano un buon graphic novel, e in particolare questo, frutto della magistrale competenza di due giovani talenti siciliani che diffonderanno anche all’estero le potenzialità di un linguaggio immediato quale quello del fumetto.
La mostra sarà aperta tutti i giorni di mattina dalle 10:00 alle 12:30. Sabato 5 aprile e domenica 6 aprile, sarà aperta anche di pomeriggio, dalle 18:00 alle 20:00. L’ingresso è gratuito.