Divisioni in Consiglio comunale: sette firme sulla mozione, cinque no. Al centro del dibattito il PUG e il ruolo del sindaco
Si intensifica il confronto politico in Consiglio comunale di Terme Vigliatore sul futuro urbanistico della città, con il PUG al centro di uno scontro che intreccia contenuti e procedure. A far discutere è la mozione presentata dal consigliere Domenico Feminò, che propone l’istituzione di un apposito capitolo di bilancio destinato al finanziamento di attività e studi propedeutici alla pianificazione urbanistica.
Il documento è stato sottoscritto chiaramente da Feminò, dal capogruppo Giambó, da Zanghí, Giunta, Siracusa, Calabrò e Crisafulli, mentre non hanno aderito Duci, Ferrara, Genovese, Valenti e Biondo, evidenziando una netta divisione all’interno dell’aula.
La mozione e gli obiettivi
Nel dettaglio, la proposta impegna l’amministrazione a far istituire, nel bilancio di previsione, uno specifico capitolo per sostenere studi, analisi tecniche e attività preliminari legate al PUG. L’obiettivo è rafforzare la pianificazione urbanistica dell’Ente, anche in ambiti collegati come la sostenibilità e l’utilizzo delle risorse, pur in un contesto finanziario complesso.
Il nodo delle procedure e del PUG
Il punto più critico del dibattito riguarda però la gestione dell’iter tecnico. I consiglieri firmatari contestano in particolare la bozza del PUG, mai formalmente trasmessa o depositata agli atti, ma presentata dal progettista in una riunione informale.
Una circostanza che avrebbe portato anche a una diffida nei confronti della Presidenza del Consiglio, con rilievi sulla mancata condivisione degli atti e sul coinvolgimento degli organi istituzionali.
Al centro delle contestazioni anche le osservazioni inviate dal sindaco al progettista, ritenute non conformi alle procedure previste: secondo i consiglieri, infatti, in base alla legge regionale 19/2020 (artt. 25 e 26), tali atti dovrebbero avere natura collegiale e non essere adottati in forma autonoma.
La posizione del sindaco Cipriano
Sulla vicenda, il sindaco Bartolo Cipriano è intervenuto anche tramite i social e attraverso un post ha pubblicato una serie di documenti per respingere le accuse e rivendicare la correttezza del proprio operato.
Tra questi figurano note ufficiali inviate al progettista, comunicazioni istituzionali e la stessa bozza PUG, indicata come elemento centrale della discussione. Documentazione che, tuttavia, secondo i firmatari della mozione, coinciderebbe proprio con gli atti oggetto di contestazione, in quanto frutto di un iter ritenuto non pienamente regolare e poco trasparente.
Clima politico teso
Il confronto resta acceso e si muove su un doppio binario: da un lato la necessità di dotare il Comune di strumenti adeguati per la pianificazione urbanistica, dall’altro le modalità con cui tali processi vengono portati avanti.
Un clima di tensione destinato a proseguire anche nelle prossime sedute, mentre il percorso verso il PUG si conferma snodo decisivo per il futuro di Terme Vigliatore.


















