19 ottobre: RoFF20 celebra la musica e i suoi protagonisti con Brunori Sas – Il tempo delle noci e California Schemin’ di JamesMcAvoy

- 24live Cinema

La quinta giornata della Festa del Cinema di Roma si é conclusa, tra il racconto dell’Italia degli anni 70 e la musica che riesce a invadere l’auditorium.

Ad aprire le danze troviamo “Il falsario” di Stefano Lodovichi, con eccellenti interpreti (Pietro Castellitto, Giulia Michelini, Aurora Giovinazzo, Edoardo Pesce, Claudio Santamaria) e dalla sceneggiatura di Sandro Petraglia e Lorenzo Bagnatori, il film racconta l’Italia delle trame oscure in maniera del tutto inedita. “Il falsario è la storia ‘falsamente ispirata’ alla figura reale di Antonio Chichiarelli, detto anche Toni della Duchessa, artista e falsario vissuto a Roma tra gli anni ’70 e ’80 – ha spiegato il regista – Ma dimenticate la verità per un attimo, perché il nostro Toni – interpretato da Pietro Castellitto – un avventuriero guascone, imperfetto, a tratti ragazzino e irrisolto, ha poco a che fare con le poche e misteriose informazioni che ci sono arrivate sul suo alter ego reale”.

Per gli amanti del genere, é arrivata la proiezione di “Good Boy” di Jan Komasa, candidato all’Oscar® per Corpus Christi. In bilico tra fiaba nera e thriller psicologico, Good Boy combina tensione claustrofobica e inquietudine morale in un racconto che lascia il segno. Interpretato da Stephen Graham e prodotto da leggende cinematografiche come Jeremy Thomas e Jerzy Skolimowski.

Per la sezione Proiezioni Speciali, la Sala Sinopoli ha ospitato “Brunori Sas – Il tempo delle noci”, viaggio intimo e profondo nell’universo creativo e personale di Dario Brunori, tramite lo sguardo sensibile e attento del regista Giacomo Triglia. Attraverso la genesi del suo ultimo album, il documentario racconta un periodo segnato da dubbi, crisi artistiche e dal desiderio di ritrovare un senso, dentro e fuori dalla musica. Il cantautore si é detto felice di riuscire sempre a reinventarsi e a raccontarsi, adesso, non solo attraverso la musica.

Tra le proiezioni più attese della sezione Freestyle, invece, California Schemin’ di James McAvoy, che debutta alla regia con un film ispirato alla vera vicenda del duo rap scozzese Silibil Nº Brains. Nei primi anni 2000, nella fredda e operaia Dundee, Gavin e Billy sognano di sfondare nell’hip-hop, ma con i loro forti accenti scozzesi nessuno li prende sul serio. Dopo essere stati derisi e umiliati a un’audizione londinese, escogitano un piano folle: si reinventano come rapper californiani, con nomi falsi e accenti questa volta credibili. Il registra ha espresso l’importanza della rappresentazione degli scozzesi, le cui storie sono sempre poco raccontate rispetto a quelle del resto del Regno Unito.

Infine é stato assegnato il Premio Master of Film a Edgar Reitz, il cineasta tedesco che, con Heimat, ha segnato in maniera indelebile la storia del cinema, prima della proiezione del suo nuovo capolavoro, “Leibniz – Chronicle of a Lost Painting”, grazie al quale corona il sogno, coltivato per tutta la vita, di confrontarsi con uno dei maggiori filosofi tedeschi.