Si è tenuto ieri a Palermo un primo incontro tra l’Assessore regionale della Salute, Giovanna Volo, e il Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, Avv. Giuseppe Calabrò, quale portavoce dei Sindaci dei Comuni del Distretto socio-sanitario 28. Come riferisce il primo cittadino barcellonese è stato un confronto cordiale, che ha messo sul tavolo con franchezza le iniziali strategie del nuovo assessore in tema di Sanità.
“Come certamente si ricorderà – afferma il sindaco Calabrò – la riunione era stata richiesta qualche giorno addietro proprio dai Sindaci – con una nota a firma del Presidente del Distretto e del Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, quale Comune capofila – per affrontare le problematiche dell’ospedale “Cutroni Zodda” e della funzionalità della sanità pubblica nel comprensorio. Ho rappresentato all’Assessore la gravissima situazione in cui versa il nosocomio barcellonese e, dunque, la pressante esigenza che vengano assicurate la concreta e piena attuazione della pianificazione contenuta nella rete ospedale regionale – che inquadra il presidio barcellonese come ospedale di base – ed in tutta la normativa nazionale e regionale in materia di servizio sanitario pubblico; a tutela della salute dei cittadini del comprensorio necessita che vengano attivate nei tempi più brevi tutte le unità operative previste per il “Cutroni Zodda”, con particolare riguardo all’area dell’emergenza-urgenza”.
L’Assessore Volo avrebbe preso atto delle esigenze manifestate dai sindaci ed ha riferito che sta già provvedendo ad una ricognizione complessiva della rete ospedaliera utile a “fotografare” l’attuale situazione della sanità pubblica nell’intero territorio della regione, per determinare i fabbisogni e quindi ad indicare i correttivi più opportuni: in questa cornice saranno adottate anche le misure destinate a ripristinare adeguata funzionalità del “Cutroni Zodda” .
Come riferisce il sindaco, l’Assessore Volo ha tenuto anche a rimarcare come l’efficienza della sanità pubblica non sia tuttavia legata esclusivamente all’offerta ospedaliera, ma dipenda anche da un’adeguata funzionalità della medicina territoriale che possa trattare le casistiche per le quali l’accesso nosocomiale non è necessario e, dunque, sgravare le strutture ospedaliere dalla pressione di una domanda che, in una cornice di complementarietà organizzativa, può essere efficacemente soddisfatta dal territorio.
In buona sostanza, dopo questo primo confronto, emerge l’orientamento dell’Assessore non soltanto alla definizione della rete ospedaliera, ma soprattutto a valorizzare e potenziare la medicina territoriale ritenuto strumento d’intervento utile ad integrare l’offerta sanitaria ed a migliorare l’efficienza del complessivo modello organizzativo della sanità pubblica, in aderenza alle linee guida ed alla normativa nazionale e nel rispetto della pianificazione regionale.
Nulla quindi di concreto è emerso dal questo primo passaggio istituzionale e difficilmente potevano esserci risposte diverse da un assessore che si è insediato da poche settimane. Il potenziamento della medicina territoriale per ridurre il ricorso dall’assistenza ospedaliera quando non è strettamente necessaria è un desiderio di tutti i governi che hanno coordinato la Sanità in Sicilia ed in Italia, ma i risultati fin qui non sono mai arrivati. Diventa così importante per il comprensorio barcellonese far sentire la proprio voce nel corso dalla manifestazione pubblica di venerdì 2 dicembre, con partenza alle 9.30 da piazza Duomo ed arrivo davanti al Pronto soccorso del Cutroni Zodda.














