L’anno scolastico che si è appena concluso è stato particolarmente intenso e impegnativo, ma anche ricco di belle esperienze per l’istituto FERRARI di Barcellona P.G. che, sotto la guida della dirigente scolastica Cettina Ginebri, si apre sempre più all’Europa.
“Quest’anno, infatti, dopo quasi due anni di stop imposto dalla pandemia – sottolinea le docenti referenti Giuseppa Cilona e Domenica Pirri – abbiamo finalmente potuto riprendere le mobilità in presenza, riallacciare i partenariati internazionali ed offrire ai nostri alunni l’opportunità di far respirare la testa e di ampliare le emozioni nell’ambito dei progetti Erasmus!”.
Due i progetti che hanno coinvolto gli studenti e i docenti dell’Istituto in mobilità in uscita presso le scuole partner e in mobilità in entrata: “Fit for career“ e “Water is a Teacher, a Healer, a Mirror”. Entrambi i progetti di durata biennale si sono conclusi nel corrente anno scolastico.
Fit for career
Il primo dei due, “Fit for career“, realizzato in partenariato con la Repubblica Ceca, paese coordinatore, con la Bulgaria e la Spagna, ha visto coinvolti gli istituti professionali di Sant’Antonino e Pace del Mela. Esso ha permesso agli studenti partecipanti di svolgere attività volte a migliorare competenze specifiche per l’inserimento nel mondo del lavoro.


Water is a Teacher, a Healer, a Mirror
Il secondo progetto, “Water is a Teacher, a Healer, a Mirror”, realizzato in partenariato con il Portogallo e la Repubblica Ceca, anche qui paese coordinatore, ha coinvolto i due istituti Agrari di Barcellona P.G. e Milazzo. Il progetto riguardava prevalentemente l’Ambiente ed era volto a promuovere un senso di cittadinanza internazionale e di responsabilità globale.


“Sia le mobilità in ingresso che in uscita previste da entrambi i progetti – continuano Giuseppa Cilona e Domenica Pirri – hanno permesso ai nostri allievi di trascorrere delle giornate indimenticabili in cui hanno avuto l’opportunità di sperimentare nuove modalità didattiche, di riflettere su temi di attualità sociale ed educativa, ma soprattutto di sperimentare quel senso di appartenenza ad una casa comune, quella europea. E così, pur nella diversità di lingue, culture, provenienze, religioni, sistemi sociali, stili di vita si sono immersi in un ambiente in cui i contrasti si sono fusi nell’armonia del vivere quotidiano”.














