Muore di Covid-19 l’artista barcellonese Filippo Minolfi

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Si è spento a Messina all’età di novant’anni l’artista barcellonese Filippo Minolfi. A causare la sua morte è stato il Covid 19, che nel giro di poche settimane ha portato via anche la moglie Rosa e la figlia Isabella, che aveva sessantuno anni. Nella prima ondata il virus aveva strappato alla vita un altro grande artista barcellonese, Francesco De Francesco, morto a Bergamo all’età di 82 anni.

Filippo Minolfi, nato a Barcellona Pozzo di Gotto, viveva a Messina. L’artista, dopo essersi laureato in Giurisprudenza, aveva deciso di dedicarsi totalmente alla pittura ed alla scultura.
Conosciuto nel campo artistico messinese e non, nella sua lunga carriera Filippo Minolfi ha tenuto mostre personali in Italia, a Messina, Cefalù, Taormina, Catania, Cosenza, Napoli, Sorrento, Brescia, Verona e mostre collettive in Italia ed all’estero, come a Parigi e a Londra.
La sua ricerca artistica si è sviluppata attraverso uno studio del dato reale e concettuale, rifacendosi alla Metafisica, in una serie di opere, olii su tela, in cui si intreccia la riflessione sul disagio interiore dell’uomo contemporaneo – afflitto da una ricerca ansiosa e troppo spesso fine a se stessa e dalla tecnologia, un uomo sempre più incapace di saper stare nei suoi sentimenti – con una speranza di un risveglio, che Minolfi ha espresso anche mediante la raffigurazione di un uovo (da sempre simbolo di vita) e di un cielo sereno in cui si stagliano pezzi di legno e ferro, residui da precedenti costruzioni.
Fra le opere più rappresentative dell’artista, oltre agli affreschi realizzati nel catino dell’abside e nei pennacchi della cupola della Basilica Cattedrale di Barcellona, ricordiamo il monumento dedicato al poeta Bartolo Cattafi, quello in memoria dello scienziato prof. Sebastiano Genovese, un volto di San Pio conservato nel museo di Pietrelcina e la stele commemorativa del musicista Maurizio Donia.

Vi riproponiamo l’intervista a Filippo Minolfi nella rassegna Impronta d’Autore realizzata in collaborazione con il museo Epicentro nell’agosto 2017