Nascono i Consorzi provinciali, che sostituiranno le Province Regionali

- Attualità, Primo Piano

Il disegno di legge, in linea di continuità con le scelte adottate dal Governo regionale in anticipo rispetto alle soluzioni pensate a livello nazionale, prosegue l’iter della riforma – che presenta un’evidente e rilevante complessità sotto diversi profili – e aggiunge un altro importante tassello al quadro che dovrà ridisegnare l’assetto delle autonomie locali della Regione. Si prevede, dunque, in questa prima fase che le attuali province regionali diventino liberi consorzi comunali, con la stessa estensione territoriale e svolgendo le stesse funzioni già di competenza delle province. I liberi consorzi saranno formati dai comuni delle rispettive province, salva la possibilità di aderire entro sei mesi ad un altro libero consorzio”. “I comuni di Palermo, Catania e Messina – – non faranno parte dei liberi consorzi, ma diventeranno Città metropolitane, alle quali potranno aderire i comuni contigui staccandosi dal libero consorzio di appartenenza. L’ordinamento e le funzioni delle Città metropolitane saranno, pertanto, disciplinati con successiva legge sulla base della loro consistenza definitiva. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, saranno costituiti gli organi dei liberi consorzi. Conseguentemente, gli attuali commissari straordinari delle province saranno prorogati solo per il tempo strettamente necessario ad insediare i nuovi organi”.“La proposta normativa ha, anzitutto, l’obiettivo di definire la governance dei liberi consorzi comunali attraverso l’individuazione degli organi, che saranno eletti con sistema indiretto di secondo grado. Tali organi sono: l’assemblea, composta dai sindaci dei comuni appartenenti al libero consorzio; il presidente, eletto dall’assemblea tra i sindaci con il sistema del voto ponderato in rapporto alla popolazione; la giunta, composta da otto sindaci. Dopo che sarà definito l’assetto istituzionale dei liberi consorzi, si procederà a definire il profilo funzionale, in base al principio per cui i liberi consorzi saranno titolari di funzioni proprie esercitate in via esclusiva”.