Oliveri, il Lyceum Scuola delle Cose avvia il progetto Erasmus+ su arte, inclusione e sostenibilità

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L’Associazione Lyceum Scuola delle Cose di Oliveri, fondata da Gino Di Maggio insieme alla presidente Filippa Foresti, annuncia l’avvio del progetto Erasmus+ per l’Educazione degli Adulti dal titolo “Arte e Cultura Sostenibile: Innovazione, Inclusività e Partecipazione per un Futuro Responsabile“.

L’iniziativa, coordinata da Rose Foti Nino Sottile Zumbo, punta a valorizzare il ruolo della cultura come strumento di inclusione sociale, partecipazione attiva e sviluppo sostenibile, promuovendo percorsi di crescita personale e professionale attraverso il confronto con le realtà culturali europee.

Formazione, mobilità internazionale e nuove competenze

Grazie alla collaborazione con istituzioni culturali di diversi Paesi europei, i soci dell’associazione saranno coinvolti in attività formative, workshop specialistici e programmi di mobilità internazionale. I partecipanti avranno l’opportunità di acquisire competenze nella curatela artistica, nell’organizzazione di eventi culturali e nell’utilizzo di tecnologie digitali innovative applicate alla promozione dell’arte e della cultura.

Particolare attenzione sarà dedicata all’accessibilità e al coinvolgimento di pubblici eterogenei, con un focus specifico sui giovani e sulle fasce più vulnerabili della popolazione, favorendo processi di inclusione e partecipazione attiva.

La prima mobilità tra Milano e la Francia

La prima esperienza di mobilità internazionale, recentemente conclusa, ha rappresentato un’importante occasione di formazione e confronto per i partecipanti.

Il percorso ha preso il via presso la Fondazione Mudima di Milano, anch’essa fondata da Gino Di Maggio, dove il gruppo è stato accolto dalla direttrice Irene Di Maggio. Durante la visita è stato approfondito il movimento artistico Fluxus grazie a una conferenza tenuta dal critico d’arte Gianluca Ranzi.

Successivamente la delegazione si è trasferita in Francia, presso il Museo del Dubbio di Blois, uno spazio espositivo unico dedicato all’arte partecipativa e alla sperimentazione culturale. Nel corso degli incontri sono intervenuti i critici d’arte Dominique Sottile e Nino Sottile Zumbo, insieme a Marion Louis, responsabile della collezione Fluxus del museo.