Abuso edilizio a Spinesante: assolto ingegnere, prescrizione per i proprietari

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Il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria legata ai presunti abusi edilizi sul lungomare di Spinesante. Il giudice monocratico, Maria Cristina Polimeni, ha assolto con formula piena (ex art 530 comma 1) l’ingegnere Antonino Isgrò, mentre per i proprietari dell’immobile è stata dichiarata la prescrizione.

Le accuse e la decisione del giudice

L’ingegnere Isgrò, originario di Terme Vigliatore, era accusato di aver ricoperto il ruolo di direttore dei lavori nell’ambito degli interventi edilizi contestati. Tuttavia, il Tribunale ha stabilito che non vi fosse alcuna responsabilità, pronunciando l’assoluzione “per non aver commesso il fatto”.

Diversa la posizione dei coimputati Davide Pio Antonio e Giuseppe Mario Antonio Madia, rispettivamente proprietario e usufruttuario dell’immobile, difesi dagli avvocati Giuseppe Lo Presti, Francesco Pellegrino e Angela Spinella: nei loro confronti è stato dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

La linea difensiva

Determinante è stata la strategia difensiva dell’avvocato Alfio Chirafisi, che ha dimostrato come Isgrò non fosse mai stato nominato direttore dei lavori, né formalmente né di fatto. Il professionista avrebbe svolto esclusivamente il ruolo di progettista, redigendo un piano ritenuto conforme alle normative edilizie e paesaggistiche.

Secondo quanto emerso in aula, eventuali opere abusive sarebbero state realizzate successivamente dai committenti, senza che l’ingegnere ne fosse a conoscenza.

Il nodo della prescrizione

Le difese dei Madia hanno invece puntato sulla data di conclusione dei lavori, fissata al 2018 e supportata da documentazione e testimonianze. Questo elemento ha consentito di far valere la prescrizione del reato.

Al termine dell’istruttoria, anche la Procura ha condiviso le conclusioni delle difese, chiedendo l’assoluzione per Isgrò e la prescrizione per gli altri imputati.

La sentenza è stata pronunciata all’udienza del 13 marzo 2026. Il giudice ha fissato in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni, che chiariranno nel dettaglio le ragioni della decisione.