Nella suggestiva cornice della Chiesa di San Biagio di Tripi-Abakainon si è svolto, lo scorso sabato, il convegno di presentazione del progetto PNRR “DEA.Med.Net – Strumenti di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale demo-etno-antropologico mediterraneo”.
Il progetto è stato ammesso a finanziamento nell’ambito dei Bandi a cascata del Partenariato Esteso PNRR “CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society”, promosso dall’Università Ca’ Foscari Venezia, e rappresenta un’importante iniziativa di ricerca e innovazione nel campo della valorizzazione del patrimonio culturale immateriale.
Il ruolo dell’Università di Messina e dei partner istituzionali
Capofila del progetto è il Dipartimento di Giurisprudenza “S. Pugliatti” dell’Università degli Studi di Messina, che coordina le attività in collaborazione con la Regione Siciliana – Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo e ADA Comunicazione s.r.l., partner del progetto.
Dopo i saluti istituzionali del Parroco Padre Francesco Basile, della dott.ssa Mariella Antinoro per l’Assessorato regionale e del sindaco di Tripi-Abakainon, dott. Michele Lemmo, i professori Francesco Astone, Anna Romeo e Vittoria Berlingò, ordinari di Diritto amministrativo e responsabili scientifici, hanno illustrato obiettivi e strumenti innovativi di DEA.Med.Net ai cittadini e ai sindaci dei Comuni limitrofi.
Valorizzare il patrimonio culturale immateriale con la partecipazione delle comunità
Il progetto DEA.Med.Net mira a documentare, valorizzare e rendere accessibile il patrimonio demo-etno-antropologico mediterraneo, comprendente tradizioni, saperi, pratiche sociali, feste, narrazioni e memorie collettive.
L’approccio adottato supera la visione tradizionale del turismo culturale come semplice fruizione dei luoghi, ponendo al centro la partecipazione attiva delle comunità locali, considerate custodi vive del patrimonio culturale.
La piattaforma digitale DEA.Med.Net e il Co-Design Toolkit
Nel corso dell’incontro, il project manager Pietro Esposto e l’ing. Francesco Cimò di Studio 151 s.r.l., con il supporto degli studenti del Corso di laurea in Diritto dell’Innovazione e della Sostenibilità dell’Università di Messina, hanno presentato la piattaforma digitale DEA.Med.Net.
Lo strumento consente di raccogliere e descrivere itinerari culturali, storie e oggetti a partire dalla memoria condivisa delle comunità locali. È stato inoltre illustrato il “Co-Design Toolkit – Manuale giuridico per un percorso di transizione al turismo culturale”, pensato per supportare i Comuni nell’attivazione di processi partecipativi e modelli di amministrazione condivisa.
Tripi-Abakainon Comune pilota del progetto
Non è casuale la scelta di Tripi-Abakainon come primo Comune pilota. Come ricordato dal sindaco Lemmo, la comunità ha già intrapreso un percorso di forte consapevolezza identitaria, culminato nel referendum che ha portato al recupero del nome storico di Abakainon.
Una scelta dal forte valore simbolico e politico, che riconosce alla memoria collettiva il ruolo di fondamento del presente e del futuro della comunità.
Dalla memoria archeologica alla governance partecipata
Particolarmente apprezzato dal pubblico il video documentario sugli scavi archeologici di Abakainon, che restituisce l’immagine di una città antica organizzata attorno all’agorà, luogo di incontro e decisione collettiva.
Un modello richiamato dai professori Astone, Romeo e Berlingò come riferimento per le nuove forme di governance del turismo culturale, orientate a superare modelli verticistici e a promuovere una partecipazione diffusa dei residenti.
Testimonianze e avvio dei laboratori nei Comuni siciliani
Momento di forte coinvolgimento emotivo la testimonianza del commendatore Mariano Tedeschi, che ha raccontato la storia del quadro della Madonna del Rosario, commissionato nel 1608 dalla sua famiglia, esempio concreto di come una memoria individuale possa diventare patrimonio condiviso.
Il convegno ha segnato anche l’avvio dei laboratori pubblici del progetto, che proseguiranno nei Comuni di Caccamo, Sant’Angelo Muxaro e Gibellina, con l’obiettivo di estendere l’esperienza a tutta la Sicilia, in coerenza con la Legge regionale n. 5 del 2014 sulla democrazia partecipata.














