Un grido silenzioso contro la brutalità della guerra e la disumanizzazione della società: è questo il significato profondo di “Disumani”, l’ultima installazione realizzata dall’artista siciliano Nino Abbate, fondatore del Museo Epicentro di Barcellona Pozzo di Gotto, in località Gala.
L’opera, posizionata all’ingresso del museo, si presenta come una denuncia visiva potente e ineludibile. Al centro della scena, una pietra di ossidiana nera siciliana – simbolo di lutto e memoria – su cui campeggia la scritta “Disumani” in lettere d’acciaio cromato, incancellabile e resistente al tempo. È un titolo che pesa come una condanna, rivolto a quei potenti che decidono conflitti senza giustificazione reale, spinti solo da interessi economici o politici, ignorando la sofferenza dei popoli che colpiscono.
Sotto questa pietra, una grande radice simboleggia le identità annientate, le origini strappate, le culture devastate da guerre che non lasciano scampo a donne, bambini e civili innocenti. Una metafora visiva dei poteri occulti e insensibili, che opprimono senza ascoltare, né le urla né il silenzio dettato dalla paura.
“Disumani” è dunque molto più che un’opera scultorea: è arte civile, è memoria collettiva, è atto di accusa. Con questo lavoro, Nino Abbate rinnova il suo impegno come artista e testimone del nostro tempo, confermando il ruolo dell’arte come strumento di consapevolezza e riflessione sociale.
«Solo l’arte può resistere al tempo e alla distruzione – dichiara Abbate – e restare a testimonianza di ciò che è stato, anche quando tutto il resto è perduto».
L’installazione è aperta al pubblico nel cortile del Museo Epicentro, che da anni rappresenta un polo d’avanguardia per la ceramica contemporanea e l’arte impegnata nel Sud Italia. Un luogo dove le forme diventano messaggi e i materiali si caricano di significati universali.
In un’epoca in cui la guerra torna a bussare alle porte dell’Europa e di molte altre aree del mondo, “Disumani” è un invito a non restare indifferenti. Un monito che parla chiaro, con la forza della materia e il peso della coscienza.















