La tradizione di Papa Leone II nativo di Rodì Milici

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Un predecessore omonimo di Papa Leone XIV recentemente eletto fu San Leone II, di origine siciliana (611-683), Papa per brevissimo tempo, dal 682 al 683. Il luogo effettivo di nascita è incerto: si parla di Nicosia (EN), Catania, Messina, Milazzo. Secondo una tradizione locale era nativo di Milici, oggi frazione del Comune di Rodì Milici, anticamente appartenente prima a Milazzo e poi a Castroreale.

Il 17 agosto 2022, sulla facciata della presunta casa natale a Milici è stata collocata una targa che lo ricorda, dove si legge: “Qui visse Papa Leone II consacrato Papa 17-8-682”, con accanto la foto a colori di una statua che lo raffigura. A Rodì Milici si conserva il bel quadro di Domenico Puglisi del XVIII secolo con Papa Leone II mentre riceve dall’Angelo la tiara pontificia con la benedizione della Madonna e nello sfondo il panorama di Milici e il Palazzo dei Cavalieri di Malta.

Nel Duomo di Santo Stefano di Milazzo si trova un dipinto che lo raffigura, ripreso dalla raccolta dei medaglioni a mosaico di tutti i papi nella chiesa di San Paolo fuori le Mura di Roma.

San Leone II fu papa dal 17 agosto 682 al 3 Luglio 683, succedendo a S. Agatone e venendo consacrato dai tre vescovi suburbicari d’Ostia, Porto e Albano. Confermò il concilio Costantinopolitano III (ecumenico VI) e lasciò un severo giudizio su un suo precedessore, Onorio I (papa dal 625 al 638), per non essere stato sufficientemente attento alla difesa della purezza della fede cattolica nei riguardi del monotelismo, una dottrina cristologica del VII secolo, condannata come eretica. Lo storico Moses Finley, nella sua opera sulla Sicilia antica si occupa della vicenda dei papi di cultura greca e scrive: «Ma nel periodo successivo [a Papa Gregorio Magno], fino alla presa di Ravenna da parte dei Longobardi nel 751, due soli papi furono romani d’origine, gli altri tutti “greci”. Di questi ultimi, quattro – Agatone, Leone II, Conone e Sergio I – furono siciliani o di nascita o di educazione. Il vero significato di questi papi “siciliani” sta solo a testimoniare la completa identificazione culturale dell’isola con l’Oriente. Le circostanze permisero ora alla Sicilia di dare un nuovo contributo alla causa del papato, in aggiunta a quello che da tempo gli fornivano i suoi possedimenti siciliani». (Moses Finley, Storia della Sicilia antica, Laterza, Bari, 1979).

Il Pyrroni-Sollima, nel descrivere Castroreale e i suoi monumenti, si sofferma anche su  questo Papa, parlando dei luoghi a lui intitolati: «Ritornando alla porta Raineri, e prendendo la strada posta a dritta che conduce all’occidente, si perviene dopo non molto ad un fonte bellissimo, con la sua vasca per gli animali: servonsi in esso i quartieri Valli, Mannisi, e S. Agostino: viene esso nomato fonte S. Leo perché al di sopra vedesi la Chiesa di S. Leone II. Castroregalese; ed abbenchè altre città ne contendano la gloria, pure è certo che il detto Pontefice nacque in Milici sotto comune di Castroreale, e tuttora ove era la di lui abitazione è nomato Fondo di Papa Leo.  Antichissima si è la fondazione di tale chiesa; in essa trovasi istituita la Confraternita degli Azzurri che ha per iscopo di accompagnare il SS. Sacramento, composta pria dalle principali ed antiche famiglie della città, veste la cappa azzurra senza mantello. Ammirevolissimi sono il quadro di S.  Marco sopra tela, e quello di S. Maria della Pietà e S. Leone che trovavansi nell’antica Chiesa di S. Marco». (Giuseppe Pyrroni Sollima, Castroreale ed i suoi monumenti, Messina, Stamperia D’Ignazio D’Amico, 1855). La chiesa dedicata a Papa Leone II a Castroreale è stata distrutta nel XIX secolo.

A titolo di cronaca riferiamo la tradizione orale circolante a Rodì Milici su Leone II, così come riportata dall’ingegnere Andrea Zanghì, studioso della storia e delle tradizioni locali: «Si afferma che egli sia nato a Milici, in contrada Rinazzo, in una vecchia casa tutt’ora esistente, chiamata appunto casa di Papa Leo.  Il giovinetto Leone, guidando il suo piccolo gregge per le campagne, si trovò un giorno nella contrada feudo Spartà, e, pur essendo del tutto ignorante, con un bastoncello scrisse sulla sabbia: – Un giorno sarò papa. – Passava di la, a caso, un sacerdote; e lette quelle parole, chiese al giovine se sapeva leggere; inteso che no, gli disse: – Ma vuoi tu istruirti? – E l’ingenuo giovane: – Ma io non ho scritto per andare a scuola. – Ebbene, soggiunse il sacerdote; tu ne verrai con me; sarà mia cura farti istruire a mie spese. – E Leone, lasciato il gregge, va a licenziarsi dai genitori, che volentieri accondiscendono al suo desiderio; e se ne va col sacerdote.  Condotto a Roma, si istruì nella lingua greca e latina, in ogni genere di letteratura, nella musica, nelle divine Scritture; e per le sue virtù, meritò di essere eletto papa». (Andrea Zanghì, Da Artemisia e Solaria a Rodì Milici, Edizioni Spes, Milazzo, 1983).