L’identikit 2024 della medicina estetica

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Nel mese di febbraio è stata svolta l’indagine SIME 2024, riferita al 2023, per il secondo anno consecutivo, con l’obiettivo di mostrare i principali ambiti operativi della medicina estetica in Italia e di individuarne le potenziali linee evolutive. E non mancano le sorprese.

L’indagine è stata rivolta a tutti i soci SIME attraverso comunicazione via email. Il questionario è stato realizzato con la piattaforma online SurveyMonkey, somministrando, ad ogni iscritto, 53 quesiti comprensivi di diverse tipologie di risposte: singola o multipla. Le interviste sono state svolte nei mesi di febbraio e marzo e hanno ottenuto 287 risposte. I dati sono stati analizzati, controllati e corretti attraverso metodi statistici di validazione e con regole di coerenza interna e di range. Il software utilizzato per il controllo e la correzione dei dati è STATA18.

Il collettivo

L’età media degli intervistati è di 50,4 anni (51,6 per i rispondenti di sesso maschile e 49,7 per quelli di sesso femminile), con una prevalenza di donne (64,4%). Il 17,1% dei rispondenti è specializzato in Medicina Generale, mentre il 27,8% dichiara di non avere alcuna specializzazione, se non una preparazione specifica in medicina estetica. Rispetto alle categorie professionali di appartenenza, il 71,4% afferma di essere Libero Professionista, e solo il 12,3% è incardinato in una struttura ospedaliera. La restante quota (16,3%) è MMG. Il 57,1% pratica la medicina estetica da un periodo di tempo compreso tra 1 e 10 anni; il 10% dichiara di svolgere attività legate alla medicina estetica da oltre 30 anni. Il 26,4% afferma di praticare la medicina estetica due o tre giorni a settimana, mentre il 32% quattro o cinque. Il 24,7% dei rispondenti dichiara di svolgere la propria attività clinica a tempo pieno.

I pazienti

In merito ai propri pazienti, un terzo del collettivo afferma che, in media, il 90% sono donne e il 10% uomini. Inoltre sono state dichiarate, in media, le seguenti percentuali di pazienti per sesso e per classi di età:

  • pazienti di sesso maschile:  il 29,2% del collettivo afferma di non avere pazienti di sesso maschile fino ai 24 anni di età che, invece, rappresentano il 10% per il 27,1% dei rispondenti; il 41,7% degli intervistati dichiara un 10% di pazienti maschi fra 25 e 34 anni, mentre il 33% del collettivo afferma che il 20% ha un’età compresa fra 35 e 44 anni; il 29,2% degli intervistati indica una percentuale del 20% di pazienti maschi fra 45 e 54 anni; per il 31,2%, invece, quelli fra 55 e 64 anni rappresentano il 10%. Dichiarano di non avere pazienti maschi di età compresa fra 65 e 74 anni e dai 75 anni in su rispettivamente il 35,4% e il 64,6% del collettivo.
  • pazienti di sesso femminile: il 32,7% dei medici intervistati afferma che il 5% delle loro pazienti ha un’età inferiore o uguale a 24 anni, mentre il 38,5% dichiara che il 10% ha fra i 25 e i 34 anni; per il 30,8%  del collettivo, le pazienti di età compresa fra i 35 e i 44 anni rappresentano il 20% delle proprie pazienti; quelle  fra 45 e 54 anni, invece, sono il 20% delle pazienti di una quota pari al 23,1% degli intervistati e il 30% delle pazienti di un’altra identica quota; per il 32,7% del collettivo il 20% dei pazienti di sesso femminile ha fra i 55 e i 64 anni, e per il 40,4% dei rispondenti il 20% delle proprie pazienti ha fra i 65 e i 74 anni di età; il 40,4% degli intervistati, infine, dichiara che il 5% delle loro pazienti ha 75 anni ed oltre.

L’approccio al paziente, in occasione della prima visita, consiste in un check up di medicina estetica per il 61,2% dei rispondenti, in una valutazione clinica non strumentale per il 21,4%, in un check up cutaneo con prescrizione per il 6,2%.

Complicanze

Il 62,1% del collettivo afferma di non aver fatto la segnalazione al Ministero della salute in caso di evento avverso. Inoltre il 39,2% dichiara che sono stati riscontrati eventi avversi causati da altri professionisti nell’ultimo anno. In merito al numero, il 7,5% ne dichiara 2, mentre l’8,3% ne dichiara 10. Infine nell’ultimo anno sono stati riscontrati eventi avversi a seguito di terapie effettuate da altri professionisti:

  • con tossina botulinica per il 36,6% dei rispondenti;
  • con filler per il 48,4%;
  • con laser/apparecchi elettromedicali per il 35,3%;
  • con fili per il 17%.

Pazienti minori di 18 anni

Il 51,7% degli intervistati afferma che si recano presso lo studio pazienti minori di 18 anni. In particolare, il 14,8% ne dichiara 10 l’anno. Il 68,6% afferma che non ci sono pazienti minori di 18 anni che si recano presso lo studio non accompagnati dai genitori, mentre il 7,4% dichiara che la totalità di pazienti non maggiorenni è non accompagnata dai propri genitori.

Direi molto interessanti i dati di questa survey che fanno un quadro “sano” della medicina estetica, almeno quella riferita i nostri soci. Spicca l’alta percentuale di medici che prima di sottoporre un paziente ad una terapia esegue un check up completo di medicina estetica o, almeno, un check up cutaneo. Questo è per noi un grande traguardo e mi permette di riportare l’attenzione del pubblico sull’importanza di affidarsi ad un medico estetico preparato, che abbia seguito un master universitario o una scuola quadriennale, e che accolga il paziente sempre con una visita approfondita con tutte le valutazioni di medicina estetica prima di sottoporlo a qualsiasi tipo di terapia.

L’utilizzo di filler per labbra e per volumizzazione delle prominenze ossee (zigomi, mandibola) sono in percentuale maggiore rispetto alla tossina botulinica, in linea con le statistiche nazionali.

Ancora, sono confortato dalla bassa percentuale di giovanissimi che si rivolgono ai medici estetici (il 5%), percentuale che rientra nel numero di adolescenti o postadolescenti che possono presentare problemi di cute grassa o di acne, quindi con una scarsa richiesta di correzioni.

Una buona notizia viene dalle percentuali di terapie eseguite per la volumizzazione del corpo, pratica medica gravata da una alta percentuale di complicanze. I bassi numeri riportati sono compatibili verosimilmente con le indicazioni corrette di riempimento di piccole depressioni post-traumatiche o post infettive.

Per quanto riguarda le complicanze, sono dei numeri abbastanza preoccupanti dovuti probabilmente al fatto che oggi troppi medici, e purtroppo non medici, eseguono prestazioni di medicina estetica e probabilmente i nostri soci rappresentano dei centri di riferimento per questo tipo di problema. Uno per tutti il servizio Ambulatoriale di Medicina Estetica per il benessere psicofisico nella patologia delll’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola, che da anni è un centro al quale molti colleghi inviano pazienti con complicanze importanti o al quale si rivolgono direttamente i pazienti in queste condizioni.

A tal proposito, leggendo questi dati e confrontandoli con quelli dell’Ospedale, ci siamo resi conto che il quadro percentuale generale riguardo pazienti e terapie non varia di molto, cosa interessante perché questo ci mette di fronte ad una situazione di maturità del pubblico nei riguardi della medicina estetica.

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