Una imponente operazione di Polizia Giudiziaria coordinata dalla Guardia di Finanza unitamente al servizio antipirateria della Siae aveva condotto alla individuazione di una organizzazione illecita il cui administrator, che operava in streaming sul tutto il territorio nazionale, aveva sede a Barcellona.
Dalle indagini era emerso che, l’attività di immissione nel sistema telematico di opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore, avveniva illecitamente tramite pubblicazioni su piattaforme digitali riservate con guadagni mensili fino a 1200.00. Aggirando i controlli si divulgavano in streaming programmi relativi a serie tv, film, eventi sportivi, videogiochi e brani musicali. I militari avevano monitorato alcune basi logistiche giungendo all’individuazione del responsabile nel territorio barcellonese, al quale avevano sequestrato sia le carte postepay, che i computers utilizzati per l’attività di collegamento alle piattaforme digitali.
In giudizio tuttavia il difensore ha dimostrato la mancanza di prove di collegamento tra le somme sequestrate all’imputato e la presunta attività illecita, sostenendo che in mancanza di profitto, si trattava esclusivamente di una attività gestita solo per passione e senza fini di lucro. Il giudice del Tribunale di Barcellona accogliendo la tesi difensiva dell’avvocato Gaetano Pino ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste, disponendo l’immediato dissequestro dei beni .














