La delibera che sancisce il dissesto finanziario del Comune di Barcellona è stata approvata stanotte, intorno all’1:30 con quindici voti favorevoli e sei astenuti.
Dopo una seduta cominciata con un’ora di ritardo per l’iniziale assenza di molti consiglieri di maggioranza e durata oltre sei ore tra polemiche sulle responsabilità del dissesto e sulle scelte dell’attuale amministrazione, il provvedimento è stato votato da undici consiglieri vicini alle posizioni del sindaco Pinuccio Calabrò e dai quattro esponenti dell’opposizione di centrosinistra (tre di Città Aperta ed uno del Pd), che già da anni chiedevano questo passaggio per far ripartire la città. Si sono astenuti la consigliera Melangela Scolaro del gruppo misto e i cinque consiglieri di Forza Italia.
Fin qui l’esito del voto scontato per certi versi, a cui si è arrivati attraverso un percorso tortuoso anche nel corso della seduta di ieri, che proveremo a sintetizzare tra le dichiarazioni del vice sindaco Santi Calderone, con delega al bilancio, quelle del sindaco Pinuccio Calabrò e la posizione dell’opposizione, soprattutto di centrosinistra, quella decisa dagli elettori, che ha chiesto le dimissioni del sindaco per dare di nuovo la parola ai cittadini.
Nel suo intervento introduttivo, ricevuta la parola dal presidente Angelo Paride Pino, il vice sindaco Santi Calderone ha ribadito quanto già dicharato nelle scorse settimana, cioè la volontà di descrivere la situazione oggettiva dei conti del Comune, senza puntare su previsioni di spesa e di entrate difficilmente realizzabili o su contributi statali e regionali, che avrebbero solo spostato il problema della tenuta dei conti in avanti senza risolverlo.
Il primo cittadino Pinuccio Calabrò, rispondendo ad una domanda della consigliera di Città Aperta Raffaella Campo sulle motivazioni che hanno portato al dissesto adesso e non all’inizio del suo mandato, ha acceso il dibattito, ammettendo di aver commesso un errore di valutazione, dando fiducia alle indicazioni del gruppo politico di Forza Italia, che lo aveva promosso e sostenuto alla carica di sindaco. Calabrò ha dichiarato che con il senno di poi sarebbe stato meglio andare al dissesto subito dopo la sua elezione, ma che in quel momento si era fidato delle referenze che avevano portato il consulente Dario Paterniti a ricoprire il ruolo di assessore al bilancio e poi di esperto del sindaco, con l’obiettivo di una messa in sicurezza dei bilanci, che in realtà era stata sbandierata in conferenza stampa, ma non ottenuta nei fatti concreti. Dopo la rottura con Forza Italia, la delega al bilancio è passata a Santi Calderone e il sindaco Calabrò, d’intesa con la giunta che lo sostiene dal febbraio scorso, ha avviato l’iter per il dissesto approvato ieri. Dal primo cittadino sono arrivate anche accuse pesanti nei confronti del gruppo di Forza Italia, che hanno infiammato il dibattito in aula. Dai banchi dell’opposizione di centrodestra, hanno risposto sia i consiglieri del gruppo forzista, contestando la ricostruzione del sindaco in merito alla scelta dell’esperto e della composizione della sua giunta, sia dalla consigliera Melangela Scolaro, eletta nelle liste di Fratelli d’Italia ed ora al gruppo misto, che ha sollecitato il sindaco a rivolgersi alla Procura, in caso di ingerenze ricevute nella gestione amministrativa dell’ente.
I consiglieri di maggioranza Tindaro Grasso e Pietro Maio hanno sostenuto nei loro interventi le posizioni dell’amministrazione comunale e la giunta Calabrò, condividendo il percorso verso il dissesto.
Dai banchi dell’opposizione del centrosinistra, davanti all’ammissione di responsabilità del sindaco, nella scelta di non aver anticipato il dissesto al momento del suo insediamento, è arrivata la richiesta di una svolta decisiva, che passa dalla conclusione anticipata del suo mandato e dalla possibilità di affidare ai cittadini la scelta di chi dovrà gestire la delicata fase del dissesto. Il consigliere David Bongiovanni ha sottolineato la necessità di un impegno condiviso da parte di tutti i soggetti politici, che però in questo clima di scontro soprattutto all’interno del centrodestra, diventa difficile da realizzare. Da qui la proposta di dimissioni del sindaco per dare alla città una guida stabile e legittimata dalla volontà popolare.
Le dichiarazioni video rilasciata prima dell’inizio della seduta di ieri














