
In questi giorni si parla in tanti articoli di cronaca del femminicidio di Giulia Cecchettin, una ragazza ventiduenne, uccisa dal suo ex fidanzato con diverse coltellate. Martedì 21 novembre tutte le scuole d’Italia, compresa la mia, la Scuola Secondaria di primo grado A. Martino di Rodì Milici dell’ Istituto Comprensivo Capuana, hanno osservato un minuto di silenzio in memoria di Giulia e di tutte le donne vittime di violenza.
Il 25 novembre, si celebra la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne. E’ stata scelta questa data per ricordare il femminicidio delle sorelle Patria, Maria Teresa e Minerva Mirabal, della Repubblica Dominicana, voluto dall’ex-presidente Trujillo. Infatti mentre le sorelle si recavano a visitare i loro mariti in carcere lui le fece rapire e uccidere. Questo evento avvenne il 25 novembre 1960 e scosse le coscienze di molti, tanto che questo omicidio portò alla caduta del regime dittatoriale. Proprio per questo motivo nel 1999 l’Organizzazione delle Nazioni Unite scelse la data del 25 novembre per celebrare questa giornata. Molte sono le manifestazioni che si svolgono proprio in questo giorno a cui partecipano tante donne e uomini scendendo nelle piazze e nelle strade per lottare per i diritti delle donne.
Anche la mia scuola ha organizzato un Flash Mob per ricordare le Mariposas ovvero le farfalle cioè le tre sorelle Mirabal, che si è svolto nel cortile dell’Istituto Comprensivo Capuana dove sono state dipinte tre farfalle giganti secondo la Street Art per commemorare questa giornata. Anche noi alunni del plesso Martino abbiamo partecipato a questo evento preparando tante farfalle colorate che abbiamo portato nel nostro cortile unendoci idealmente alla manifestazione.
I simboli di questa giornata che vediamo in molti centri abitati sono le scarpe rosse e le panchine rosse. L’istallazione delle scarpe rosse è stata creata dall’artista messicana Elina Chauvet per denunciare gli abusi delle donne e i femminicidi della sua città. Le panchine rosse sono un simbolo tutto italiano e sono dedicate ad ogni donna uccisa.
I paesi membri dell’ONU hanno inserito come obiettivo dell’Agenda 2030 la parità di genere in tutto il mondo, ma questo obiettivo non è stato raggiunto e in alcuni paesi le donne non hanno ancora gli stessi diritti degli uomini. Nella stessa Italia il numero dei femminicidi è sempre più in aumento ad opera quasi sempre dei partner delle donne uccise. E’ arrivato il momento di dire basta: la donna è figlia, moglie, madre e lavoratrice e deve essere rispettata in tutti gli ambienti ed è per questo che ci dovrebbero essere delle leggi che le tutelino oltre che una politica di sensibilizzazione rivolta alle nuove generazioni, perché noi giovani adolescenti e futuri adulti dobbiamo imparare ad amare e non a possedere.
Davide Munafò
2 A “A. Martino” Rodì Milici
I.C. Capuana














