Una Nuova Igea Virtus poco lucida si lecca le ferite per la sconfitta contro il Canicattì: per vincere serva trovare più cattiveria sotto porta

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La Nuova Igea Virtus cade in casa per la seconda volta nella stagione, al termine di una gara contro il Canicattì in cui è mancata ancora una volta la cattiveria agonistica nel finalizzare le occasioni costruite durante la partita.

Gli ospiti con una gara ordinata e senza strafare hanno approfittato di due distrazioni difensive per portare a casa tre punti preziosi in chiave salvezza, mentre i giallorossi si sono spesso fermati al limite dell’area, cercando la più volte la conclusione dalla distanza. Nella poche occasioni in cui la formazioni di casa si presentata davanti al portiere ospite, è mancato il guizzo del bomber di razza che con il passare delle giornate sta diventando un problema da affrontare per lo staff tecnico e la società. Le vittorie fin qui sono arrivate soprattutto per le giocate degli esterni giallorossi, Longo e Isgrò su tutti, ma è mancato il finalizzatore d’area in grado di dare concretezza al gioco espresso dalla squadra. Dopo il primo vantaggio ospite, la squadra si è proprio seduta, perdendo lucidità anche in fase di costruzione di gioco, ma nonostante tutto ha “rischiato” anche di pareggiarla la partita, se il colpo di testa di Della Guardia all’ultimo respiro non avesse trovato il portiere ospite pronto a deviare in angolo una palla destinata in rete.

Detto questo, è vero che l’obiettivo della salvezza è quello prefissato ad inizio stagione e per questo alla squadra del tecnico Ciccio Di Gaetano, subentrato da sei partite sulla panchina giallorossa, bisognerà dare ancora qualche settimana per assimilare la nuova impostazione di gioco, prima di esprimere una valutazione più chiara. In questo senso serviranno anche interventi sul mercato di dicembre, necessari dopo la partenze di alcuni elementi, individuando un centrale difensivo ed un attaccante d’area che possano far crescere il rendimento della compagine giallorossa, ma che allo stesso tempo rientrino nei parametri del budget di una società che non più contare su un mecenate del calcio, ma su un gruppo di appassionati che hanno condiviso una passione, continuando a fare calcio in una piazza a volte troppo esigente come Barcellona.

Il tecnico Di Gaetano da gennaio dovrà poter lavorare su un gruppo di 24/25 giocatori che, dopo due mesi e mezzo, abbiano assimilato e messo sul campo il credo calcistico dell’allenatore, alla ricerca del risultato, passando dalla prestazione e dal bel gioco. Fin ad oggi su questo punto il lavoro ancora da fare è lungo, ma già domani si dovrà trovare la giusta concentrazione affrontare uno scontro diretto per la salvezza sul campo del Locrì, che nonostante le voci di possibili disimpegno sul proprio campo nelle ultime settimane ha concesso davvero poco agli avversari, vincendo contro Akragas e Canicattì.

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