Lo scorso venerdì 30 giugno, in occasione della festività dedicata a San Basilide, anche il corpo della Polizia Penitenziaria di Barcellona P.G. ha festeggiato San Basilide con una Santa Messa presso il Convento di Sant’Antonio di Padova.
Presieduta da Fra Gimmi, la celebrazione ha accolto il corpo della Polizia Penitenziaria con il suo Comandante Salvatore Parisi e la dirigente della Casa Circondariale di Barcellona P.G:., dott.ssa Romina Taiani. Accanto a loro, anche Padre Pippo Insana, ex cappellano dell’OPG che opera all’interno di CaSA a favore di ex internati con disagio psichico.
Il Vangelo dedicato alla “nuova vita” con la chiamata ad Abramo e la promessa di una discendenza, nonostante la tarda età di lui e della moglie Sara per sottolineare che niente è impossibile a Dio e che Lui ci chiede se siamo pronti a questa nuova vita. Così come ha fatto con Basilide, un ex militare convertitosi e diventato martire.





La storia di San Basilide
Basilide era uno dei soldati addetti a scortare i condannati al luogo del supplizio. Aveva assistito ad alcune lezioni di Origene, riportandone una profonda simpatia per il cristianesimo e per i cristiani, ma non si era ancora deciso a ricevere il battesimo. Il giudice Aquila fece arrestare, tra i tanti, anche Potamiena, vergine cristiana, famosa per la sua bellezza non meno che per la sua virtù, la quale già aveva dovuto tanto lottare per sottrarsi alle proposte di pretendenti follemente innamorati.
Sottoposta a orribili torture, la vergine restò incrollabile nella fede e subì il suo destino. Quando il giudice minacciò di abbandonarla ai gladiatori per essere violentata, ella rispose con tanta nobiltà e fierezza da far meravigliare lo stesso giudice: fu subito condannata a morte, e l’incarico di accompagnarla al supplizio fu affidato al soldato Basilide.
Nel tragitto dal tribunale al luogo del supplizio, mentre la plebe cercava di oltraggiare con grossolani insulti la donna, Basilide la protesse, respingendo coraggiosamente gli scalmanati e dimostrandole compassione e simpatia. Toccata dall’insolito contegno del soldato, Potamiena gli promise che, per contraccambiarlo, avrebbe pregato per la sua salvezza quando fosse giunta al cospetto di Dio. Sopportò poi eroicamente l’atroce martirio: venne, infatti, lentamente cosparsa di pece, infiammata su tutto il corpo, dai piedi alla testa.
Passarono solo pochi giorni e Basilide seguì l’esempio di Potamiena: durante un processo, invitato dai suoi commilitoni a prestare giuramento, egli rifiutò dichiarandosi cristiano fra lo stupore e l’incredulità di tutti. Poiché persisteva nelle sue affermazioni, fu condotto dinanzi al giudice. Confermati il suo rifiuto e la sua professione di fede, fu gettato in carcere.
Ai cristiani che si recavano a visitarlo, Basilide svelò che Potamiena, tre giorni dopo il suo martirio, gli era apparsa di notte e gli aveva posto una corona sul capo, dicendogli che aveva implorato per lui grazia dal Signore, che la sua preghiera era stata esaudita e che fra poco sarebbe venuta a prenderlo. Fu battezzato nella stessa prigione e, il giorno successivo, decapitato.
Il martirologio romano ricorda da solo San Basilide il 30 giugno.
Il messaggio di San Basilide alla Polizia Penitenziaria
“In questa giornata molto importante per la Polizia Penitenziaria e per tutti gli agenti a cui è affidato questo delicato compito – ha affermato Fra Gimmi durante l’omelia – il Signore parla a tutti noi tramite il Vangelo di oggi, ma anche tramite la storia di Basilide. Nessun Santo è un supereroe, piuttosto un uomo comune, qualcuno che non ha saputo essere indifferente. Poteva farsi gli affari suoi, certo! Ma tramite la Vergine, chiamata al martirio per la fede cristiana, Dio lo chiamò ed egli si convertì. La chiamata a “nuova vita” che non è sicuramente quella terrena dove tutti si esaurisce con la morte, un appuntamento a cui nessuno di noi può mancare, ma una nuova vita nel Signore. Ecco oggi, custodiamo questo insegnamento e celebriamo insieme alla Polizia Penitenziaria questa festività dedicata a San Basilide” – ha concluso.
Alla fine della celebrazione, la lettura della preghiera al Santo protettore da parte di uno degli agenti che operano presso la Casa Circondariale di Barcellona P.G..














