Barcellona: circonvenzione di incapace e falso per i nipoti di un uomo defunto e un notaio, assolti

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Una denuncia querela del 2016 da parte della moglie di un uomo deceduto contro i nipoti di quest’ultimo e contro un notaio ha dato luogo a un procedimento giudiziale.

I nipoti dell’uomo sono stati imputati per circonvenzione di incapace, in quanto lo avrebbero circuito per farsi rilasciare una procura generale, cioè quell’atto che attribuisce la rappresentanza a compiere tutti gli atti di gestione del patrimonio del rappresentato che non eccedono l’ordinaria amministrazione. Ha dovuto rispondere di falso in atto notarile, il notaio che l’ha rilasciata.

La vicenda

Nell’ultimo periodo della sua esistenza, l’uomo ha vissuto a Villa Robinia, una Casa di Accoglienza dove tutti- personale sanitario, amici e persone vicine al defunto – sono stati sentiti. Secondo tutti gli interpellati, fino al giorno in cui l’uomo ha rilasciato procura, era perfettamente in grado di capire e gestire la propria situazione ed era lucido a tal punto da voler disporre in modo che la moglie fosse esclusa dal suo patrimonio, visti gli incrinati rapporti tra loro. Anche il fratello ha confermato le volontà del defunto di elargire i lasciti non solo ai nipoti imputati ma anche nei confronti di altri nipoti: cosa effettivamente avvenuta.

Le evidenze probatorie

In particolare, è emerso che lo stesso giorno che l’uomo rilasciò procura davanti al notaio, fu sottoposto a visita dal medico che ne attestò le perfette capacità mentali, a differenza della sua condizione fisica il cui decadimento lo condusse alla morte poco tempo dopo.

La decisione

Nessun abuso è stato commesso dai nipoti, difesi dall’avv. Sebastiano Campanella, e nessun falso è stato commesso dal notaio, difeso dall’avv. Fabio Pietrantoni, in quanto l’uomo soffriva solo di una inabilità fisica e non anche psichica al momento del rilascio della procura generale. Così ha deciso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, dott.ssa Silvia Spina, disattendendo le richieste della parte civile costituitasi – la moglie del defunto – rappresentata dall’avv. Bellocco Daniela e assolvendo gli imputati “perchè il fatto non sussiste.”