L’Assessorato regionale della Autonomie Locali e della Funzione Pubblica ha notificato al Comune il provvedimento con cui comunica l’archiviazione dell’esposto nei confronti del presidente del Consiglio Comunale Angelo Paride Pino, presentato da alcuni consiglieri comunali d’opposizione.
I consiglieri Tommaso Pino, Carmelo Pino, Lidia Pirri, Giampiero Benenati, Raffaella Campo, Antonio Mamì, Gabriele Sidoti, Melangela Scolaro e Ilenia Torre avevano presentato l’esposto per contestare la “condotta lesiva del principio di imparzialità e del corretto funzionamento del civico consesso” che, a loro modo di vedere, sarebbe stata tenuta dal presidente Angelo Paride Pino nel corso della seduta consiliare del 30 marzo scorso, allorquando nel corso di una seduta straordinaria con un unico punto all’ordine del giorno, non consentì del dibattito su altre tematiche non riconducibili all’ordine del giorno.
“Gli uffici ispettivi dell’Assessorato regionale – afferma Angelo Paride Pino in una nota – hanno invece riscontrato la corretta applicazione del regolamento consiliare da parte mia e, dunque, rigettato qualunque ipotesi di condotta lesiva nella gestione dei lavori d’aula. E’ la seconda volta – su due – che gli uffici di controllo della Regione respingono un esposto contro la mia gestione avanzato da qualche consigliere, riconoscendo la correttezza del mio operato. Quest’ulteriore pronuncia dell’Assessorato regionale mi consegna ulteriore serenità e mi sostiene nello svolgimento di una delicata funzione istituzionale di garanzia che ho sempre cercato di esercitare col massimo di equilibrio e nel rispetto della disciplina regolamentare, consapevole di rappresentare il Consiglio Comunale in tutte le Sue componenti, senza distinzione alcuna”.
“E’ dunque mio rinnovato auspicio – conclude Pino – che alla luce di quest’ulteriore pronunciamento possa trovare la più ampia condivisione in seno al Consiglio Comunale e tra le Forze Politiche la mia recente esortazione ad abbassare i toni e a mantenere la dialettica politica nell’alveo di un confronto corretto sui temi cui resti estranea la polemica fine a sé stessa. Concludo ricordando che non è utile a nessuno, ancor meno ai cittadini, una dialettica politica che si svolga al di fuori dei contesti istituzionali o, peggio, che rovini nelle aule dei tribunali”.














