24liveSchool. Bullismo e cyberbullismo? Noi non ci stiamo

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Il 24 febbraio 2023 si è svolto, presso l’Istituto Copernico di Barcellona P.G., un incontro di informazione e formazione sui pericoli insiti nella rete dal titolo “INTERconNETiamoci… Ma con la testa!”, organizzato in collaborazione con il Lions Club Barcellona P.G. Sono intervenuti il vicequestore Dott. Antonio Rugolo, la Presidente del Lions Club e la Dott.ssa Marilisa Giunta.

La Presidente del Lions Club ha esordito ricordando ai presenti la nascita del primo computer nel 1944, realizzato dagli Stati Uniti per fini militari, nel 1981 il primo personal computer e nel 1983 i primi server con i nomi per indirizzarsi ai siti, poi un’inarrestabile diffusione planetaria. Si deve fare prudenza su come usare le tecnologie perché il computer può essere sfruttato anche da malintenzionati per offendere e ricattare, effettuare furti d’identità e cyberbullismo diffondendo in rete materiale privato a scopo denigratorio. I malintenzionati manifestano spesso una doppia personalità: nella vita reale si atteggiano a brave persone, davanti ai computer diventano dei veri e propri diavoletti, i cyberbulli hanno ampia liberta nel poter fare online ciò che non potrebbero fare nella vita reale.

La tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi nelle case delle vittime, di materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini, video offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web tramite Internet. I principali pericoli sulla rete sono:
1) attacchi dall’esterno cyberbullo, cyberpedofilo; sexing
2) tentazione digitali felicità nel fare soffrire qualcuno, mancata consapevolezza di poter fare del male. Il vicequestore Dott. Antonio Rugolo è intervenuto dicendo che gli atti di cyberbullismo, anche se vengono eliminati, hanno già raggiunto una diffusione capillare incontrollabile per il singolo, ma non per la polizia. La digitalizzazione degli strumenti oggi fa sì che nessuno sia anonimo sulla terra, perché ogni strumento con cui si entra nella rete ha un identificatore; quindi è facilmente rintracciabile dalla polizia postale. Ha inoltre precisato la differenza tra scherzare e bullizzare:

  • scherzare quando chi fa e chi subisce l’atto ci scherza e ci ride su;
  • bullizzare quando ride solo chi ha causato il danno.

Il bullo trae la sua spavalderia dal consenso del gruppo, egli si serve del gruppo di persone che gli ridono dietro e che lo stimano, e da chi fa finta di non vedere l’atto di bullismo. Perciò il bullo è un soggetto da individuare e riinserire, non da isolare. Esistono diverse forme di bullismo:

  • fisico
  • psicologico
  • verbale
  • cyberbullismo

Oggi il bullismo e il cyberbullismo sono perseguibili dalla legge e anche se non esiste un vero e proprio reato di bullismo, esso rientra nei casi di diffamazione, stalking e violenza. I giovani sono perseguibili anche se minori di quattordici anni, infatti, in questi casi, è il genitore a essere penalmente sanzionato al posto del figlio.
Uno dei consigli suggeriti dal Vicequestore per evitare che i malintenzionati ci prendano di mira è di non postare sui social foto dei posti in cui ci troviamo, perché esse potrebbero fare da esca per i truffatori.
La Dott.ssa Marilisa Giunta è intervenuta raccontando che un atto di bullismo ha troncato per sempre la vita di suo fratello a soli sedici anni, perciò non sottovalutare mai quei segnali che potrebbero sfociare in aggressioni più o meno violente.
Se si vuole dare alle future generazioni un mondo più tranquillo si deve urlare tutti insieme “no al bullismo in tutte le sue forme”.

Angela Noemi Bucolo,

classe 1^BL – Itt Lssa “Copernico”

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