La posizione della famiglia di Serti Ayman, il ragazzo di sedici anni trovato semicarbonizzato in piazza Italia 90 a Merì, è chiara e tende ad escludere l’ipotesi del suicidio. Lo conferma l’avvocato Giuseppe Coppolino, che ha ricevuto l’incarico di rappresentare i parenti della vittima nell’inchiesta avviata dalla Procura di Barcellona.
“Allo stato attuale non si può escludere alcuna ipotesi sulla morte di Serti Ayman. Attendiamo i riscontri delle indagini avviate dalla Procura per avere maggiore chiarezza su quanto avvenuto giovedì sera. Stiamo parlando di un bravo ragazzo, che aveva scelto di studiare e conduceva una vita come tanti coetanei. Oltre allo studio, il giovane era solito lavorare in estate a Salina, dove i genitori risiedevano prima del trasferimento a Merì. I genitori ed il fratello ritengono impossibile l’ipotesi dei suicidio, ma si affidano con fiducia al lavoro degli investigatori, che non stanno tralasciando alcuna pista”.
L’avvocato Coppolino conferma poi i primi passaggi dell’inchiesta, sia in merito all’autopsia, sia in merito all’attività di analisi sul cellulare. “L’esame autoptico è stato già eseguito, ma dobbiamo attendere 90 giorni per conoscerne l’esito. Siamo fiduciosi sull’azione avviata della magistratura, che ha dato incarico di analizzare anche il telefonino del ragazzo. Al momento non sono a conoscenza di eventuali messaggi mandati da qualcuno che avrebbero indotto il ragazzo a cadere in una trappola”.














