Si terrà stasera alle 19 la seduta straordinaria del consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, per affrontare ancora una volta il tema del diritto alla salute e del mantenimento dell’area dell’emergenza-urgenza dell’ospedale Cutroni Zodda.
All’incontro sono stati invitati i sindaci del Distretto D28 di Barcellona, le associazioni coordinate nel comitato civico per la tutela dell’ospedale ed i vertici dell’Asp di Messina, che avrebbero già declinato l’invito e, salvo sorprese, non saranno presenti alla seduta.
I sindaci del Distretto, attraverso una nota del presidente Eugenio Aliberti, primo cittadino di Rodì Milici, hanno ribadito la necessità di garantire un degno futuro al presidio barcellonese, classificato come ospedale di base, ma spogliato di tutti i reparti e trasformato in Covid Hospital fino al 31 dicembre 2022. Nel farlo puntano il dito contro il vertici dell’Asp Messina, che in questi tre anni non hanno proceduto all’adozione di una pianta organica che garantisse le sopravvivenza del nosocomio barcellonese, dove erano previsti 110 posti letto.
“Il Cutroni Zodda, nel 2019 – si legge nella nota – revocati gli ospedali riuniti, veniva classificato Presidio Ospedaliero di Base, sede di Pronto Soccorso, indipendente e autonomo rispetto al Presidio Ospedaliero di Milazzo. Il decreto dell’Assessorato Regionale alla Salute, Pubblicato Sulla Gazzetta Ufficiale n. 6 del’8 febbraio 2019, assegnava 110 posti letto, suddivisi tra i reparti di Chirurgia Generale, Medicina Interna, Ortopedia e Traumatologia, Astanteria, Neurologia, Urologia, Oncologia, Geriatria, Lungodegenza, Malattie Infettive, Riabilitazione Funzionale. Alcuni reparti aspettavano dotazione organica per la loro piena funzionalità. E qui l’Asp è rimasta inadempiente. Unica in Sicilia a non procedere, a tre anni di distanza, ad attuare le procedure per adeguare la dotazione organica. Proprio da qui partono tutti gli attuali problemi del Cutroni Zodda: non si può assumere personale sanitario e il personale attualmente in forze è chiaramente insufficiente per una nuova riconversione.
Quando arrivò l’emergenza Covid-19, con la conversione dell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto in presidio Covid data la presenza del Reparto di Malattie Infettive, tutti i 110 posti letto vennero utilizzati esclusivamente per contagiati dal coronavirus. Tutte le unità operative furono chiuse e la maggior parte del personale trasferito a Milazzo. A Barcellona arrivò la Pneumologia, al Fogliani si trasferì la Neurologia. Situazione che poteva trovare piena giustificazione fino al 2021. Ma adesso l’emergenza è finita da un pezzo e si sarebbero dovute creare aree Covid dedicate, cosiddette nuvole o bolle, in tutti gli ospedali in modo da adeguarli alla nuova situazione sanitaria. Questo, a Barcellona Pozzo di Gotto, non è mai successo. Il cronoprogramma dell’Assessorato Regionale alla Salute è stato completamente ignorato. E le bolle Covid non sono mai state create, lasciando il Cutroni Zodda ancora presidio Covid, senza un pronto soccorso funzionale all’utenza e in balia degli eventi.
L’inadempienza dell’Asp di Messina lascia sconcertati e crea, nella pratica, un buco di 110 posti letto nel Distretto D28, privando un grandissimo bacino d’utenza dell’area di emergenza-urgenza. In fondo, soltanto 100.000 persone si vedono negato il fondamentale diritto alla salute… Questo solo e soltanto per celare la più grave delle inadempienze: il MANCATO ADEGUAMENTO DELLA DOTAZIONE ORGANICA (ATTO AZIENDALE) ALLA NUOVA RETE OSPEDALIERA e quindi la rifunzionalizzazione in Presidio Ospedaliero di Base con sede di Pronto Soccorso del Nuovo Cutroni Zodda. La politica rifletta e non soltanto la politica”.
Prosegue intanto l’attività del comitato per l’ospedale, che sta lanciando una petizione sia cartacea sia online per consentire ai cittadini di manifestare la loro posizione, e che si sta preparando ad un corteo che coinvolgerà le scuole cittadine all’inizio di dicembre.














