Sono ancora in corso ulteriori accertamenti, sulla base dei dati specifici che dovranno fornire la Ram e l’Arpa Sicilia
L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca ambientale), Autorità di controllo del Ministero della transizione ecologica (ex Ministero dell’ambiente e del territorio e del mare), ha risposto alle richieste di informazioni ambientali avanzate dagli avvocati Antonio Giardina ed Alessandro Imbruglia. I due legati hanno agito nell’interesse di associazioni ambientaliste e numerosi cittadini abitanti nei Comuni della Valle del Mela, hanno subito inoltrato in occasione delle ripetute emissioni di fumo giallastro prodotte della Raffineria di Milazzo il 7 e 24 agosto, fenomeni che hanno destato grandissima preoccupazione negli abitanti dei Comuni della Valle del Mela.
L’Autorità di Controllo, in base agli accertamenti eseguiti, ha confermato che tali emissioni in atmosfera siano state prodotte dal malfunzionamento degli impianti appartenenti al ciclo benzine. Tali accertamenti sono ancora in corso, anche considerando che un Gruppo Ispettivo costituito da tecnici ISPRA ed ARPA Sicilia si è recato il 26 agosto presso l’impianto RAM per attività di controllo straordinario proprio in relazione ai citati eventi di emissioni in atmosfera. “Dal tenore della risposta fornita dall’ISPRA – aggiungono i due avvocati – è evidente che ancora tanto la Raffineria di Milazzo che l’ARPA Sicilia devono fornire i dati specifici inerenti l’entità dell’emissione in atmosfera e sulle ripercussioni sull’ambiente conseguenti alla stessa tanto con riguardo al giorno dell’emissione che nei giorni successivi“.














