La riunione convocato in Prefettura dal prefetto Cosima Di Stani sul fenomeno delle emissioni di fumi dagli impianti della Raffineria Mediterranea di Milazzo, verificatisi nelle giornate del 6 e del 24 agosto, ha fatto il punto della situazione, ma non ha dato risposte alla preoccupazione delle popolazioni della valle del Mela.
Alla convocazione del Prefetto di Messina sono intervenuti, oltre al sindaco di Milazzo Pippo Midili, anche il direttore generale della Raffineria Amoruso e il direttore tecnico Chiantella, l’ing. Ponterio del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Dott. Marchese dell’ A.R.P .A. e, per l’ ASP, il Direttore sanitario Dr. Sindoni, il Dr. Lombardo del Dipartimento di Prevenzione e la Dott.ssa Paino dell’ISPRA.
L’unica novità concreta è stata la decisione di attivare una chat in tempo reale tra i vari enti coinvolti, compresi i sindaci, così da informare tempestivamente i cittadini in caso di fenomeni di maggiore interesse.
Il sindaco di Milazzo Pippo Midili ha così commentato la riunione: “All’azienda ho contestato la totale assenza di comunicazione al verificarsi dell’evento negativo e ciò non è possibile perché la ritengo una mancanza di rispetto nei confronti della comunità che non può limitarsi ad assistere al fenomeno visivo senza ricevere adeguate informazioni su cosa sia avvenuto e soprattutto sulle conseguenze. Ribadisco la mia disponibilità a qualsiasi confronto, sereno e nel rispetto dei ruoli da ciascuno di noi ricoperto, ma dico no alle strumentalizzazioni”.
Più diretto è la dichiarazione della consigliera comunale di Pace del Mela, Angela Bianchetti: “Nella riunione presso la Prefettura – sottolinea – non sono stati invitati i sindaci dei Comuni dell’area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale e del Sito di interesse nazionale per le bonifiche. L’impatto prodotto dai fumi della Raffineria ha coinvolto diversi territori ed era auspicabile il coinvolgimento di tutti gli Enti Locali e delle Associazioni ambientaliste che sono portatori di interesse. Le istituzioni nazionali e regionali, devono comprendere che nella Valle del Mela esiste una vera e propria emergenza sanitaria, ad oggi non è stata messa in campo nessuna azione concreta volta alla tutela della salute dei cittadini. Nelle diverse riunioni, non si discute mai del danno psicologico che subisce la popolazione residente ogni qualvolta si verifica un incidente all’interno del polo industriale. I cittadini si allarmano, anche per l’assenza di un sistema di gestione delle emergenze e non hanno minimamente idea su cosa fare in caso di nube, incendio ecc.”.














