La Corte d’Appello di Messina ha emesso la sentenza di sostanziale revisione della condanna a carico dell’ex consigliere comunale di Terme Vigliatore Carmelo Francesco Salamone, coinvolto nell’inchiesta antimafia Gotha 7 scattate nel 2018.
I giudici messinesi hanno infatti ridotto la pesante condanna a 7 anni e due mesi, inflitti in primo grado con il rito abbreviato a Salamone, a cui veniva contestata una tentata estorsione con metodi mafiosi e soprattutto il concorso esterno nell’associazione mafiosa. Il dispositivo della sentenza ha fatto cadere proprio quest’ultima contestazione, confermando l’accusa di tentato estorsione, riducendo la condanna a 2 anni, quattro mesi e 20 giorni, senza aggravanti, e disponendo il ritorno in libertà di Salamone, che era sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Per l’imputato, difeso dall’avvocato Giuseppe Lo Presti e Francesco Pellegrino, è stato confermato il pagamento delle provvisionali alle parti civili, le associazioni antiracket Fai di Milazzo e di Barcellona, il centro Pio La Torre, Liberi Tutti e i danneggiati che si sono costituiti in giudizio.
Nello stesso procedimento, la Corte d’Appello di Messina ha disposto una leggera riduzione della condanna (da 8 anni e 4 mesi a 8 anni e 2 mesi) anche per Francesca Cannuli, moglie di Tindaro Francesco Scordino, coinvolta nell’inchiesta con l’accusa di aver fatto da tramite attraverso alcuni messaggi del marito, quando si trovava in carcere, recapitati ai suoi sodali.














