È in vigore da oggi, 26 aprile, e fino al 31 luglio il nuovo decreto “riaperture” sulle misure anti-Covid. La principale novità è che sono tornate le zone gialle. In arancione solo 5 Regioni, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta, mentre la Sardegna è l’unica rossa.
Il decreto ha riconfermato il coprifuoco dalle 22 alle 5, ma non è detto che debba rimanere così fino al 31 luglio. Sulla questione è intervenuto Pino Galluzzo, deputato regionale all’Ars, che ha affermato:
“Ho chiesto al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci di interloquire col Governo nazionale per far cambiare idea sull’orario che imporrà per decreto uno stop totale dalle ore 22.00 alle 5 del mattino fino a metà estate. Bisogna rispettare le regole, certo, ma alle dieci di sera in Sicilia si sta pensando ancora a cosa cenare o cosa ordinare da mangiare”.
Non è ironia quella di Galluzzo: “Molte aziende, locali e attività in genere – chiosa – sono a conduzione familiare e la possibilità di diventare zona gialla considerando il basso dato sui contagi, permetterebbe alla Sicilia di risollevarsi. È un’ordinanza che non tiene conto delle abitudini dei siciliani e che deve valutare aspetti basati su criteri zonali, stagionali e regionali. Il turismo, le attività commerciali, la ristorazione, i piccoli imprenditori, le imprese stagionali, e penso nel dirlo a tutta la regione e alle sue isole minori, non possono e non potranno sopportare un blocco orario di questo tipo. È una scelta di buon senso.”














